Restano i dubbi sul Dea dopo gli interventi di Rollo in Tv

Restano i dubbi sul Dea dopo gli interventi di Rollo in Tv

Domenica su La7, Lunedì su Telerama, il direttore generale dell’Asl di Lecce Rodolfo Rollo, ha rilasciato interviste sul Dea, ospedale Covid del capoluogo salentino sul quale Sanità Salento ha realizzato un’inchiesta giornalistica e per il quale attendiamo da tempo di avere la stessa concessione fatta ai colleghi. Venerdì avevamo informato il direttore Rollo, di una nostra richiesta per mezzo email ad avere un’intervista chiarificatrice sul Dea, ma oggi il manager ci ha comunicato tramite la sua segreteria la propria indisponibilità.

Attingiamo quindi notizie dalle dichiarazioni rilasciate lunedì a Telerama, quando Rollo ha chiarito una volta per tutte che l’ossigeno nel Dea c’è e non vi è alcun problema.

Un serbatoio di prova
Rollo ha spiegato il motivo per il quale è stato smontato il serbatoio criogenico (quello dell’ossigeno) dell’attuale ospedale Covid. “La ditta che ha costruito il Dea – ha dichiarato il direttore generale – si è avvalsa di un’altra impresa per realizzare l’impianto per i gas medicali, (la Rivoira). Quindi l’appalto affidato prevedeva la consegna del nuovo edificio ospedaliero compresa la realizzazione dell’impianto, ma non la fornitura dei gas. Il bombolino di ossigeno – come l’ha definito Rollo – che era nell’impianto del Dea, serviva solo per il collaudo dello stesso e per verificare il suo corretto funzionamento.”

Era quindi corretto – stando alle dichiarazioni di Rollo – che il serbatoio del Dea, messo solo per prove tecniche e non compreso nell’appalto, venisse smontato dalla Rivoira, l’azienda costruttrice l’impianto. Il fatto che questa – dice Rollo – produca e fornisca ossigeno, non significa che fosse titolata a farlo anche per il Dea. Dopodicchè per procedura amministrativa – sottolinea il direttore generale – l’Asl doveva dare il servizio di rifornimento di ossigeno nel Dea, a chi già forniva il gas al “Fazzi”, ovvero l’Air Liquid. Il manager parla di continuità di un servizio, per cui l’Air Liquid doveva continuare la sua attività nel “Vito Fazzi” anche nel Dea, come se si trattasse di un’estensione dello stesso ospedale.

Dea e “Fazzi” non sono un unico ospedale ma due distinte strutture
Rollo però non dice che il “Vito Fazzi” è cosa a sé stante rispetto al Dea, tant’è che nell’appalto che l’Air Liquid vince per il rifornimento del gas medicale nell’ospedale leccese, non è contemplato il nuovo plesso ospedaliero. Quindi dire che si doveva, per procedura amministrativa, affidare il rifornimento di ossigeno a chi già lo garantiva al “Fazzi”, non sarebbe propriamente corretto.

Se la Rivoira non era titolata a fornire l’ossigeno nel Dea, poichè non vincitrice di alcun appalto per il rifornimento nel nuovo edificio ospedaliero, anche l’Air Liquid non aveva titolo a farlo, per lo stesso motivo. Questa era vincitrice di una gara ma nel “Vito FazzI”, non nel Dea, gara che tra l’altro era scaduta a dicembre 2019.

Si proroga un contratto che non c’é
Anche volendo accettare l’estensione del servizio di rifornimento di ossigeno da un ospedale all’altro, non si sarebbe potuto fare a contratto scaduto, come fa notare lo stesso direttore di Telerma Vernaleone al dottor Rollo; che invece aggiunge che nelle forniture agli ospedali, un servizio necessario viene garantito a chi ha già un contratto seppure scaduto, tramite proroga tecnica, nelle more di espletare la gara nuova. Rollo non chiarisce come sia possibile prorogare qualcosa che non c’é. Il contratto che si può prorogare é quello del “Fazzi”, ma non vi è alcun contratto per il Dea, come si fa a prorogarlo ?

In conclusione in emergenza Covid era più giusto per il direttore Rollo dare il servizio all’Air Liquid perché forniva già ossigeno al “Vito Fazzi”, nelle more di fare una gara di appalto regolare, piuttosto che lasciare il serbatoio già montato e collaudato, nelle more sempre di fare la procedura di gara.

Una condotta di collegamento tra i due ospedali al posto dei due serbatoi
Resta poi l’interrogativo che nè a Telerama né sul La7 é stato chiarito: perchè l’Air Liquid non ha montato i serbatoi nel Dea, come inizialmente detto anche nell’ordinanza di Emilinao, ma si è preferito collegare i due ospedali con una condotta interrata. Una condotta che quindi ha comportato una variante rispetto al progetto iniziale e che dovrebbe avere il nulla osta dei vigili del fuoco.

Proprio a vigili del fuoco il direttore Rollo sembra attribuire il motivo dello smantellamento del serbatoio della Rivoira, il primo installato. Al La7 il direttore fa intendere proprio questo, ma come riferito anche a SanitàSalento dal comandante Giuseppe Bernardo, le cose sono andate diversamente. Durante un sopralluogo dei vigili del fuoco quando erano in corso ancora i lavori, fu messo in evidenza che il serbatoio presente al Dea era uno solo, ma i vigili del fuoco avvertirono che dovevano essere due come da progetto originario.

Su tutta questa vicenda sono stati presentati diversi esposti alla magistratura sia da parte del Codacons, che dal consigliere comunale Andrea Guido e prima ancora da parte della consigliera regionale Antonella Laricchia. La magistratura ha quindi aperto un’inchiesta per fare luce, “un intervento che ho chiesto io – ha detto in conclusione il direttore dell’Asl a Telerama – l’ho chiesto perchè venga verificato se è stato fatto bene da parte mia e se il comportamento di altri è stato coerente.”

In questo gran discutere colpisce il silenzio del presidente Michele Emiliano “dal quale – dichiarano i consiglieri regionali del movimento 5 stelle – ci aspettiamo una smentita.” I pentastellati avevano già chiesto chiarimenti al presidente e per voce di Antonella Laricchia avevano domandato all’Asl salentina, l’accesso agli atti in particolare quelli relativi all’impianto di ossigeno del Dea. “Le battute e le spiegazioni abbozzate dal direttore generale Rollo in tv, non possono bastare – dicono i grillini – anzi non fanno che aumentare i dubbi. Il comandante dei Vigili del Fuoco ha infatti negato di aver detto alla Asl di rimuovere il serbatoio presente, affermando invece di essersi lamentati per la presenza di un solo serbatoio.”

Parte dell’inchiesta:

11/03/20 Si smonta il serbatoio del Dea, per montarne un altro

12/03/20 Smontato il serbatoio di ossigeno nel Dea, pronto fra dieci giorni

17/03/20 Il nuovo serbatoio di ossigeno per il Dea, non può essere montato, ditta impegnata al nord

19/03/20 Sabato apre il Dea, ma solo una parte. Intanto si proroga il contratto per l’ossigeno

20/03/20 Dea e “Fazzi” un tutt’uno, così si dà l’appalto a chi lavora nel “Vito Fazzi”, anche nel Dea

23/03/20 Esposto alla finanza sul caso DEA

26/03/20 Sottratte mascherine con filtro da Copertino, per aprire il DEA ?

02/04/20 Dea, si corre per recuperare il tempo perso e salvare il “Fazzi” dal contagio

04/04/2020 https://www.sanitasalento.net/inchieste/e-attiva-la-rianimazione-terapia-intensiva-del-primo-piano-del-dea/

13/04/2020 https://www.sanitasalento.net/inchieste/il-dea-perde-ossigeno/

18/04/2020 https://www.sanitasalento.net/cronaca/sei-positivi-trasferiti-dalla-medicina-1-ex-pneuomologia-al-dea-di-lecce/

Roberta Grima
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