Presto la consegna delle chiavi del DEA all’Asl e partono le prime perplessità

Presto la consegna delle chiavi del DEA all’Asl e partono le prime perplessità

Bisogna fare presto, un altro anno sta per finire, si avvicinano anche le prossime elezioni regionali e il DEA, il dipartimento di emergenza e assistenza, costruito nei pressi del “Vito Fazzi” di Lecce, é oramai concluso. Almeno così sembra, visto che nei prossimi giorni, la ditta, proprietaria del cantiere e aggiudicatrice dei lavori, consegnerà le chiavi all’azienda sanitaria salentina. Momento decisivo, tale, da giustificare la presenza del governatore Emiliano. In realtà é cambiato poco o nulla rispetto all’ultimo sopralluogo effettuato dal presidente, tanto è vero che non si inaugura alcunché, ma semplicemente l’asl prende possesso dello stabile, dopodicchè c’é tutto un lavoro da seguire nel corso dell’anno che sta per arrivare, perchè questo bel contenitore possa funzionare. Servono uomini, arredi, apparecchiature, servizi.

Pronto il DEA, subito una polizza assicurativa senza gara
L’asl si è mossa e ha cominciato subito. Proprio pochi giorni fa, il direttore del patrimonio dell’azienda sanitaria leccese, Cosimo Dimastrogiovanni, è stato allertato dalla direzione, perchè provvedesse a sottoscrivere una polizza assicurativa per il DEA. Così é stato e il dirigente ha negoziato con l’attuale compagnia assicurativa che copre tutte le strutture dell’asl di Lecce, a far rientrare nel servizio già garantito, anche il DEA. Non conosciamo l’importo, perchè consultando l’albo pretorio on line dell’asl, non si vede traccia. Sappiamo però che il dirigente ha concluso una negoziazione – come la chiama lui – con la Generali, tramite un broker leccese, con decorrenza dal 18 dicembre notte. Nessuna gara quindi, ma quella che in gergo tecnico si chiama procedura negoziata, prevista dal codice degli appalti – come ha spiegato Dimastrogiovanni – a patto che ci sia una situazione di emergenza incompatibile con i tempi dell’espletamento di una gara d’appalto e che si tratti di un affidamento per un servizio al di sotto della soglia europea dei 221mila euro.

La procedura negoziata, se è vero che non prevede la tradizionale gara, è però un iter che comporta comunque da parte della pubblica amministrazione, la chiamata di un numero limitato di imprese private selezionate, (generalmente si attinge da un elenco costituito ed aggiornato periodicamente, presso l’ente pubblico). Devono essere almeno cinque privati a concorrere per l’affidamento di beni o servizi, le ditte devono essere naturalmente dotate delle caratteristiche e qualifiche adatte all’affidamento del servizio, con i quali l’ente pubblico “negozia” le condizioni dell’appalto. Il lavoro viene quindi affidato all’operatore che negozia le condizioni più vantaggiose, in base al criterio di aggiudicazione scelto (minor prezzo, minor costo o miglior rapporto qualità/prezzo).

Ora nel caso del DEA, il servizio della polizza assicurativa, é stato affidato per effetto di una proroga ad una compagnia che ha già un contratto con l’asl, per garantire la copertura assicurativa nelle strutture dell’azienda sanitaria, per cui Dimastrogiovanni, ha di fatto esteso il servizio già esistente, al DEA.

Più contratti sempre alla stessa compagnia assicurativa, senza gara
Il dirigente però, parla di negoziazione e non di estensione, perché si tratterebbe di affidamento diretto ad un privato, che legittimamente l’asl può fare al di sotto di un importo pari a 40mila euro. Poichè l’asl ha già firmato un precedente contratto con la compagnia assicurativa, visto che garantisce già il “Fazzi” e gli altri ospedali, é possibile che sommando le spese dello stesso servizio garantito dalla stessa compagnia nel DEA, nel “Fazzi” e in tutte le strutture sanitarie dell’asl, si superi quella soglia di spesa, per cui l’azienda sanitaria potrebbe essere costretta a indire una gara pubblica, aprendo quindi il mercato anche ad altre compagnie che potrebbero proporre un’offerta più vantaggiosa. Si tratta quindi di capire se i contratti che l’asl ha fatto con la Generali siano da considerare un unicum, perchè si tratta sempre del medesimo servizio, garantito sempre dalla stessa compagnia. In tal caso la procedura dovrebbe essere la regolare gara di appalto e non l’affidamento diretto che favorisce sempre il medesimo privato, venendo meno al principio di rotazione previsto dall’ANAC (autorità nazionale anticorruzione) ed evitando l’apertura al mercato con la partecipazione di più imprese, che concorrono alla migliore offerta.

Se invece i più contratti firmati tra asl e Generali per il “Fazzi”, polo oncologico e DEA, sono da considerare contratti distinti e separati, anche se si tratta dello stesso servizio erogato dalla stessa compagnia assicurativa, la procedura di Dimastrogiovanni di affidare direttamente alla Generali, il servizio di polizza assicurativa nel DEA, sarebbe legittima solo se sotto la soglia dei 40mila euro.

Dal “Fazzi” al DEA è affidamento diretto
Lo stesso discorso vale anche per la vigilanza armata. L’asl avrebbe esteso il servizio nel DEA, già affidato ad un istituto, la GCS srl che – è scritto nella determina 4618 del 17 dicembre 2019 – garantisce la vigilanza con dipendenti al pronto soccorso del “Fazzi”, alla portineria dell’ospedale leccese e all’ingresso del polo oncologico. Anche in questo caso Dimastrogiovanni, nelle more di espletare una gara – si augura a marzo prossimo – ha “negoziato” con l’istituto di vigilanza che già lavora nelle strutture dell’asl, il servizio da assicurare anche nel DEA, per tre mesi per un importo di 39.950 euro. Somma che, trovandosi al di sotto dei 40mila euro, consentirebbe all’asl di affidare direttamente alla GCS srl il servizio, senza fare alcuna gara. Anche qui però il dubbio sulla legittimità c’è nel momento in cui si sommano i 39.950 euro di spesa per il DEA con gli importi per il servizio di vigilanza nelle altre strutture dove sempre la GCS garantisce la vigilanza armata. La spesa totale dovrebbe superare il limite, obbligando l’asl a indire la gara. E’ da verificare insomma se l’asl stia frazionando la spesa di uno stesso servizio affidato alla stessa società, favorendola ingiustamente, oppure si tratta di una procedura legittima come se fossero più contratti distinti tra loro, ognuno di piccoli importi.

Altri servizi altri affidamenti senza gare dal “Fazzi” al DEA
L’aspetto è da capire anche perchè seguiranno tanti altri servizi da aggiudicare per il DEA ed é molto probabile che le ditte che lavorano al “Fazzi”, si ritrovino anche nel nuovo dipartimento di emergenza e assistenza, per dare omogeneità di gestione e servizi all’intero di tutto il plesso ospedaliero.

Roberta Grima
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