Nel servizio di manutenzione degli apparecchi medici, anche chi ripara lavatrici

Nel servizio di manutenzione degli apparecchi medici, anche chi ripara lavatrici

A riparare presidi sanitari, anche ditte che si occupavano di elettrodomestici, come se aggiustare un frigorifero per l’attività di laboratorio, fosse uguale a sistemare il frigo di casa. Continua la nostra inchiesta sul servizio di manutenzione delle apparecchiature elettro biomedicali, che l’Asl leccese avrebbe pagato due volte, almeno così sembra dalle fatture presentate all’azienda sanitaria salentina. Nel 2008 infatti, la ditta REVI di Surbo, si aggiudica il servizio di manutenzione sugli apparecchi elettromedicali, per un canone annuo di 1.230.000 euro nelle sole strutture sanitarie dell’ex Asl Lecce 2, area sud, perché nell’area nord dell’azienda, la manutenzione verrebbe eseguita da altre ditte, ovvero le case produttrici dei singoli apparecchi, come riferito dall’ingegneria clinica dell’Asl.

La REVI però non solo riceverebbe annualmente 1.230 mila euro per interventi tecnici di manutenzione nel sud dell’Asl, ma avrebbe ricevuto anche altre somme dall’azienda sanitaria, per servizi fuori canone e fuori dal territorio di sua pertinenza.
Dalle fatture arrivate in via Miglietta, sede centrale dell’azienda sanitaria, si evince infatti che l’ente avrebbe pagato la REVI anche per interventi nell’area nord, lì dove non ha vinto alcun appalto per l’erogazione del servizio di manutenzione.
Giusto per fare qualche esempio: nell’ospedale di Galatina (area nord), la REVI è intervenuta nel 2017 per riparare un microscopio ottico del laboratorio analisi di microbiologia, che presentava la manopola della messa a fuoco, rotta. L’intervento comprendente riparazione del danno, liquido per la pulizia dell’apparecchio e la manodopera, é costato alle casse sanitarie salentine 2.390 euro + IVA, tenendo presente che solo per la manodopera l’impresa costa all’Asl 90 euro l’ora. Nel caso specifico sono state conteggiate otto ore di intervento, ovvero 720 euro + IVA solo di manodopera.
Anche Copertino non appartiene all’ex Asl Lecce 2, eppure la REVI interviene diverse volte per manutenzione e riparazioni, come nella chirurgia, causa guasto su un defibrillatore. Sempre fuori dal distretto di appartenenza, la REVI interviene su Campi, nell’ambulatorio di cardiologia, dove l’impresa ha effettuato una riparazione per 6.300 euro + IVA, mentre oltre 700 euro + IVA sono state liquidate per riparazione cavo paziente, nella cittadella della salute in piazzetta Bottazzi a Lecce, anche questa area nord e non sud. Sono numerosi i sopralluoghi e gli interventi tecnici del personale REVI fuori dall’area sud dove l’impresa ha la convenzione. Resta da capire come può pagare l’Asl una ditta, per un servizio dove non ha vinto alcuna gara d’appalto.

Senza considerare che anche l’attività nell’ex Asl Lecce 2 sarebbe illegittima, visto che il contratto con la REVI sarebbe scaduto nel 2011 e che le successive proroghe, non avrebbero un termine ultimo così come invece indicato da direttiva dell’ANAC, che chiarisce che il contratto di proroga deve essere un rapporto temporaneo, con un termine ragionevole entro il quale espletare la selezione per l’aggiudicazione dell’appalto, (che nel caso specifico non c’è ancora stato).
Non solo, anche i costi sostenuti dall’azienda sanitaria, per interventi fuori gara, sarebbero da verificare, perché: per riparare un lavapale nella pediatria di Galatina, sono state sborsati sempre alla REVI, 1600 euro + IVA dai fondi aziendali, per sistemare il frigo congelatore del centro trasfusionale del “Santa Caterina Novella” di Galatina, ci sono voluti 1.760 + IVA, 1.840 euro + IVA invece, per riparare la macchina produttrice di ghiaccio nella nefrologia galatinese e 900 euro + IVA per la sostituzione delle batterie di un defibrillatore del blocco operatorio di Copertino e così via.

Ciò che andrebbe chiarito, non sono soltanto i costi e il fatto che la REVI operi anche fuori dal territorio di pertinenza, ma andrebbe valutato il fatto che oltre alla REVI, risultano pagate dall’Asl, anche altre ditte per interventi tecnici su apparecchi elettromedicali, che non sembrano essere le case madri delle apparecchiature, come ci è stato riferito dall’ingegneria clinica, ma si tratterrebbe di aziende locali. Con atto del 28 giugno 2017, il direttore dell’area gestione tecnica dell’Asl, ingegnere Fiorenzo Pisanello, vista la relazione e la proposta redatta dall’ingegnere Antonio Preite, responsabile del procedimento, determina di liquidare 50.565,40 euro a diverse ditte per lavoro di manutenzione ordinaria sulle attrezzature tecnico – scientifiche sanitarie dei vari presidi. Oltre alla REVI, c’è anche Tecnosoluzioni srl di Corigliano D’Otranto, la Biomedical Engineering srl con sede legale a Bari, infine GE.R.EL. S.N.C. di Nicola, Gianluca e Mariangela Raganato di Copertino, che risulterebbe ditta per vendita accessori e riparazioni di elettrodomestici e qui sorge spontaneo chiedersi se questa GE.R.EL. sia accreditata a svolgere riparazioni e interventi negli ospedali, anche se il servizio erogato dalla GE.R.EL, è rivolto su accessori e non apparecchiature, ovvero letti, centrifuga di laboratorio, frigorifero di laboratorio, ecc…

Serve capire se occorrono requisiti specifici per svolgere l’attività di manutenzione e riparazione tecnica, visto che si tratta di riparare il frigorifero di un laboratorio analisi per attività di microbiologia, dove vengono conservate sacche di sangue e materiale biologico o se invece é come riparare il frigo di casa e in tal caso la ditta non dovrebbe avere particolari requisiti.

Neanche un mese dalla determina di giugno e l’Asl liquidia a luglio 2017, 56.136,99 euro sempre alle stesse aziende, inserendo anche la Mediserve Technologies Italia. Solo nell’ospedale di Galatina per esempio, l’Asl ha versato 39.293,89 euro come si evince dalla determina 2398 del 28 giugno 2017, mentre 14 giorni prima, l’azienda sanitaria aveva versato già 38.796,60 somma divisa tra la REVI, la GEREL, la Tecnosoluzoni. Tutto questo denaro come viene giustificato se la REVI a Galatina non avrebbe la convenzione e le altre ditte non risulterebbero le case madri delle apparecchiature da riparare? C’è stato una gara o selezione o affidamento diretto?

Interrogativi che si sono posti anche i componenti della commissione anticorruzione, legalità e trasparenza nominata nel 2017 dall’allora direttrice generale dell’Asl Silvana Melli. La commissione indaga e prende a campione diverse fatture, riscontrando anomalie segnalate poi alla manager dell’Asl, alla prefettura e alla guardia di finanza, ma ad oggi non si è avuto alcun riscontro. La commissione tra le altre cose, aveva fatto notare come a prestare il servizio di manutenzione nei presidi dell’Asl, fossero sempre le stesse aziende, contro il principio della rotazione di ANAC, il dubbio che sollevò la stessa commissione, era che ci fossero legami particolari tra l’azienda sanitaria e le imprese. L’organo anticorruzione poi, accertò anche se queste ditte avessero i requisiti e fossero accreditate per svolgere il servizio richiesto, ebbene: dalla visura camerale che i componenti della commissione chiesero alla camera di commercio, venne riscontrato che alcune di queste imprese non fossero accreditare per erogare manutenzione e riparazione tecnica nei presidi sanitari dell’Asl.

Roberta Grima
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