Incarichi a peso d’oro

Incarichi a peso d’oro

Non sono soltanto le plafoniere della Regione Puglia a costare a peso d’oro, anche gli incarichi affidati a professionisti esterni, non sono da meno. Ne sa qualcosa l’asl salentina, che solo nei primi sei mesi del 2018, ha versato per i patrocini legali, ai vari avvocati esterni, poco più di 270 mila euro, l’anno però, deve ancora finire.

35 mila euro per un atto di citazione dinnanzi al tribunale di Bari, per esempio, è stato il costo della parcella che l’asl ha pagato all’ avvocato Vito Aurelio Pappalepore, con studio legale a Bari.
Eppure, l’azienda sanitaria ha un proprio studio legale, interno al suo organigramma, che potrebbe o dovrebbe svolgere l’attività di consulenza per l’azienda sanitaria, ma evidentmeente non bastano gli avvocati dell’Asl o non ci sono le competenze richieste, per cui l’azienda sanitaria legittimamente è costretta a ricorrere ad incarichi esterni.

Il punto è che questi incarichi esterni, ci costano non poco: per il periodo gennaio – giugno 2018, l’asl leccese ha dovuto pagare per consulenza legale esterna, 276.655,41 euro. Somma sborsata per pagare ricorsi ai tribunali (tar,tribunale civile, del lavoro, corte d’appello), per affrontare un’opposizione ad un decreto ingiuntivo, ma la la voce di spesa maggiore, é quella che ammonta a 35 mila euro per un atto di citazione, oltre a oneri e accessori di legge, richiesti dallo studio legale barese Pappalepore, che solo nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2018, ha avuto nove incarichi per un onorario complessivo pari a 60 mila euro. La domanda sorge spontanea: perché affidare incarichi ad uno studio di Bari, benché qualificato? Possibile che su Lecce, dove l’avvocatura è un antica tradizione, non vi sia alcun professionista all’altezza? Non si poteva assegnare questi incarichi all’ufficio legale interno all’Asl o conferire una convenzione a questo punto con il singolo professionista esterno? Probabilmente si sarebbe risparmiato denaro pubblico, visto i costi delle parcelle.

Si perché l’avvocato Pappalepore, ha avuto dall’azienda sanitaria leccese, un incarico per 6000 euro, deliberato l’11 gennaio scorso, il giorno successivo, il 12 gennaio, l’Asl gli affida un altro incarico da 8500 euro, per un ricorso al tar Puglia sezione Lecce. A distanza di un mese, al professionista, con delibera del 13 febbraio, gli viene conferito un incarico da 7500 euro, per un ricorso dinnanzi al consiglio di Stato. Il 30 aprile, l’azienda gli conferisce l’impiego per 9500 euro, per un ricorso dinnanzi al tar Puglia, sezione Bari, meno di un mese e arriva l’altra consulenza da 9000 euro deliberata l’8 maggio, alla fine del mese, il 29 maggio, l’asl chiama ancora Pappalepore per una questione che vede coinvolte in un contenzioso la srl Trend Sviluppo Holding, la Regione Puglia e la stessa azienda sanitaria, che paga quindi 35mila euro il legale per una citazione davanti al tribunale di Bari. Sei giorni dopo ed ecco la delibera del 4 giugno con la quale Pappalepore si vede assegnato l’incarico da 13.247 euro, per ricorsi in riassunzione dinnanzi al tar Puglia, sezione Lecce. Altri 13.500 euro invece, gli vengono versati per ricorsi davanti al consiglio di Stato, come si evince dalla delibera del 12 giugno, lo stesso giorno in cui viene deliberato un secondo incarico di 8000 euro, per un altro ricorso davanti al consiglio di Stato. Un totale di oltre 60 mila euro versate all’avvocato barese che,viste le sue capacità, è stato più volte consulente dell’asl salentina.

Nel 2015 infatti, il professionista lo troviamo nell’elenco degli incarichi esterni, per ben 29 volte per un compenso complessivo pari a 222.879 euro, con parcelle che vanno da 4083 euro, l’importo più basso, a 39.096 euro, la parcella più onerosa.

L’avvocato barese lo troviamo anche negli anni passati: nel 2014 con una decina di incarichi e un compenso complessivo di poco più di 22mila euro, nel 2015 con consulenze pari a un importo di oltre 300 mila euro, anche il 2016 non é andato male per lo studio legale che ha incassato 86.650 euro, più del 2017, quando l’asl ha sborsato 34mila euro.

(consulenze legali Asl lecce https://www.sanita.puglia.it/web/asl-lecce/consulenti-e-collaboratori)

Non sappiamo se tutti questi soldi abbiano dato il risultato sperato, con la vincita dei ricorsi e delle cause affrontate dallo studio Pappalepore, quello che è certo é che la scelta di rivolgersi sempre al medesimo professionsita, seppur valido, lascia perplessità in merito al principio della rotazione e della trasparenza. Una riflessione valida non solo per Pappalepore, ma anche per gli altri avvocati che compaiono nell’elenco degli incarichi, dal 2014 ad oggi sono sempre gli stessi nomi: Balducci Cataldo, Montinaro Daniele, De Giorgi Gabriella, De Giorgi Angela, Selleri Giorgio, ecc.. Nulla di illegittimo, nel convegno di Roma organizzato dal Consiglio nazionale Forense nel 2017,sugli incarichi legali, é stato detto infatti, che la giurisprudenza dominante e l’ANAC(agenzia nazionale anti corruzione), hanno raggiunto la conclusione che per quanto riguarda gl incarichi lgali conferiti dalle pubbliche amministrazioni, prevale la scelta fiduciaria e, quindi, l’individuazione del singolo professionista, da incaricare “intuitu personae” per una specifica e singola consulenza o patrocinio in una questione determinata e ben definita, pur nel rispetto dei principi propri dell’azione amministrativa; viceversa, per l’affidamento di rapporti più complessi, come attività di assistenza e consulenza che si protraggono per un certo periodo di tempo e richiedono specifica organizzazione di mezzi e personale, si applica il criterio selettivo e quindi: “rispetto dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità. L’affidamento deve essere preceduto da invito ad almeno cinque concorrenti, se compatibile con l’oggetto del contratto”. In conclusione l’asl può scegliersi il professionsita in virtù di un rapporto fiduciario se si tratta di sola difesa come prestazione intellettuale, in casi più complessi deve seguire le norme di selezione pubblica, come se si trattasse di un appalto.

Ciò che suscita però dubbi sugli incarichi che l’asl leccese conferisce, é se non sia più opportuno investire nel personale dipendente, se non sia più opportuno indire una convenzione con uno studio legale esterno di fiducia visti gli importi elevati che nel caso dello studio Pappalepore, chiamato di volta in volta, superano i 40 mila euro e se non sia il caso di utilizzare meglio la graduatoria che la stessa asl ha formato con avviso pubblico, costituita da avvocati e dalla quale poter attingere, scorrendo l’elenco.

Roberta Grima
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