Esposto alla finanza sul caso DEA

Esposto alla finanza sul caso DEA

E’ stato presentato questa mattina dal consigliere comunale di Lecce Andrea Guido, un esposto alla guardia di finanza del capoluogo salentino sulla vicenda del DEA, identificato dalla rete regionale come ospedale COVID.

L’esposto nasce dopo le inchieste di SanitàSalento e de Iltacco di Italia, con due tagli differenti, ma entrambe documentate e veritiere. In particolare Guido chiede alla procura della repubblica, tramite la polizia tributaria, di accendere un faro sulla vicenda e di individuare le eventuali illecità penali, i probabili responsbaili.

Emiliano fa smontare il serbatoio di ossigeno esistente
Come raccontato l’11 marzo scorso da SanitàSalento, Emiliano, su richiesta del direttore generale dell’asl Rodolfo Rollo, con ordinanza n°174 del 06 marzo, intima alla ditta torinese Rivoira, di smontare il serbatoio di ossigeno presente nel Dea già da fine febbraio, perché impedirebbe l’installazione di un nuovo serbatoio di una ditta diversa, poi identificata come Air Liquide, già fornitrice di ossigeno al “Vito Fazzi”.

Si collega la centrale del “Fazzi” al Dea
Ditta che poi non ha installato i bomboloni di gas medicali, che infatti non si vedono, perchè l’asl avrebbe affidato i lavori di collegamento della centrale di gas medicali del “Fazzi”, a quella del Dea, facendone di fatto un’unica centrale e quindi un unico servizio.

Si estende il servizio affidato alla Air Liquid per il “Fazzi” anche al Dea, come fosse un tutt’uno
Risultato: chi fornisce di gas medicali nell’ospedale “Vito Fazzi”, ovvero l’Air Liquide, rifornisce anche il Dea, senza avere un incarico tramite gara. L’asl ha prorogato il contratto scaduto al 31 dicembre scorso, per il rifornimento di ossigeno del”Fazzi” all’Air Liquide, così facendo ha connsentito di rifornire di ossigeno anche la centrale del Dea, proprio grazie ai lavori di collegamento tra le due centrali.

Opere di tubazione e collegamento prive di incarichi e autorizzazioni
I lavori che – stando a quanto riferito alla guardia di finanza da Guido – sarebbero stati affidati senza alcuna delibera o determina, o comunque atto di incarico. Per questo il consigliere, vicepresidente del comune di Lecce, ha chiesto di fare luce sui lavori eseguiti, se effettivamnte siano leggittimi o abusivi, visto che non compare alcuna cartellonistica come di solito avviene nei cantieri, con l’indicazione della ditta, dell’importo, del direttore dei lavori, che sembrerebbe essere un professionista esterno. E’ da accertare a questo punto se c’è una autorizzazione da aprte dei vigili del fuoco e quindi una Segnalazione di certificato di inizio attività, la SCIA che di prassi si chiede al comune prima di attivare una struttura.

Tubazione pericolosa?
Verifiche che l’autorità giudiziaria dovrà eventualmente appurare, tenuto conto – come dice Guido – che si tratta di lavori relativi al rifornimento di gas medicali come azoto e ossigeno, che quindi se non a norma, potrebbero risultare pericolosi. E’ regolare per esempio, che il tubo di collegamento dalla centrale di gas dell’ospedale di lecce, al Dea, sia sotto il manto stradale o per una parte, lungo la parete del “Vito Fazzi”, considerato che lì prababilmente ci passano i gas?

Il Dea inaugurato già tre volte
Si attende quindi che la magistratura decida di aprire un fascicolo o meno per fare chiarezza su eventuali illecità, nel frattempo i consiglieri regionali di “Fratelli di Italia” Congedo, De Leonardis, Luigi Manca, Renato Perrini, Francesco Ventola e Ignazio Zullo, fanno notare con un comunicato, che riguardo al Dea di Lecce, saremmo di fronte a un Dipartimento inaugurato già ben tre volte, che molto probabilmentema ci sarà una quarta inaugurazione in prossimità delle elezioni, ma con carenze, mancanze, lavori non ultimati.”

“Oggi – dicono i consiglieri della Regione – è tempo di concentrarsi sui mille problemi che quotidianamente vengono in evidenza nelle strutture sanitarie, rappresentate dagli operatori e dalle loro organizzazioni sindacali e spesso inascoltati da Emiliano e dai direttori generali.

Parte dell’inchiesta:

Parte dell’inchiesta:

11/03/20 Si smonta il serbatoio del Dea, per montarne un altro

12/03/20 Smontato il serbatoio di ossigeno nel Dea, pronto fra dieci giorni

17/03/20 Il nuovo serbatoio di ossigeno per il Dea, non può essere montato, ditta impegnata al nord

19/03/20 Sabato apre il Dea, ma solo una parte. Intanto si proroga il contratto per l’ossigeno

20/03/20 Dea e “Fazzi” un tutt’uno, così si dà l’appalto a chi lavora nel “Vito Fazzi”, anche nel Dea

Roberta Grima
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