Centralina ossigeno alla mercè di chicchessia

Centralina ossigeno alla mercè di chicchessia

Dovrebbe essere di vetro temperato probabilmente, invece la centralina dei gas medicali del Dea di Lecce, attuale ospedale Covid, é chiusa con del plexigas giallo, facilmente frangibile, tanto che al momento appare rotto e accessibile da chiunque. Nei giorni di vento l’anta della teca si apre senza controllo, consentendo potenzialmente a chiunque di manomettere le leve che si trovano all’interno e che servono a chiudere e aprire l’erogazione dell’ossigeno nei reparti del Dea.

Una postazione che non sembra sicura, di solito vediamo sui pianerottoli degli stessi ospedali estintori, martelli anti incendio in teche di vetro infrangibile, chiuse ermeticamente proprio per ragioni di sicurezza, perchè non siano utilizzabili da chiunque in qualsiasi momento. Allo stesso modo dovrebbe trovarsi una centralina come quella che si trova nei pressi del tunnel di raccordo tra il Dea e il “Vito Fazzi”, chiusa affinché non sia facilmente manomessa da qualche balordo, visto che si tratta di una centralina dalla quale si comanda l’intensità di flusso dei gas medicali che arrivano al Dea, attuale ospedale Covid.

Solitamente la teca è accessibile solo a personale addetto, che ha una chiave di sicurezza e invece si riesce ad aprirla senza difficoltà. La questione dell’ossigeno non dà tregua e continua a far discutere ancora una volta: sabato con l’allame suonato nel reparto di malattie infettive, a causa della bassa pressione e i flussi insufficienti rispetto al bisogno dei reparti, da qualche giorno si è aggiunto un servizio di manutenzione un pò carente che dimentica di chiudere una postazione delicata e importante, come una centralina per gas ospedaliero, che lasciarla aperta significa creare un potenziale pericolo.

Eppure l’Asl paga un servizio di manutenzione per l’impianto di gas medicali, che sino a pochi giorni fa era affidato alla Air Liquide, la stessa che si é occupata del sistema di erogazione del gas nel Dea, con la realizzazione di una bretella di collegamento tra questo e la centrale del “Vito Fazzi.”

Roberta Grima
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