Campi come il DEA: l’Asl rischia di pagare i danni alla ditta che fa i lavori

Campi come il DEA: l’Asl rischia di pagare i danni alla ditta che fa i lavori

Non sa nulla sul cantiere di fronte all’ospedale di Campi, Giovanni De Filippis direttore dello Spesal dell’Asl (servizio prevenzione e sicurezza sul lavoro) , non era a conoscenza neanche dell’esistenza dei lavori edilizi proprio di fronte al nosocomio. Eppure lo Spesal è, insieme all’ispettorato del lavoro, l’organo competente che controlla la sicurezza sui cantieri e avrebbe dovuto sapere. Il paradosso é che proprio l’Asl ha commissionato delle opere edilizie che poi non avrebbe controllato, visto che l’area risulterebbe sprovvista delle misure di sicurezza più importanti: ponteggi precari e arrugginiti, ma soprattutto vani ascensori aperti con un precipizio di decine di metri. “Non so nulla di questo cantiere – ha detto De Filippis – é possibile che rientri nel territorio di competenza di controllo dell’ispettorato del lavoro, noi dello Spesal ci muoviamo per i controlli, solo dietro notifica che l’ente appaltante ci fa arrivare, in questo caso l’area tecnica dell’azienda sanitaria, avrebbe dovuto notificarci l’esistenza delle opere edilizie, che poi noi avremmo controllato, é possibile anche che ci sia stata la notifica e abbia fatto i controlli l’ispettorato del lavoro.

Sta di fatto che il cantiere sembra che in quattro anni, non abbia avuto mai controlli, tant’è che gli stessi ingegneri Asl, che seguono le opere, Leo e Pisanello, hanno riferito che i lavori abbiano avuto un rallentamento a causa di ben quattro furti che la ditta, la Cantieri Generali spa di Casarano, avrebbe subito.
Effettivamente il cantiere sembra lavori a rilento, il direttore dei lavori dell’area tecnica dell’Asl, l’ingegnere Antonio Leo, ha comunicato le proprie dimissioni, mettendo di fatto l’impresa nelle condizioni di bloccare tutto. In realtà le opere dovrebbero proseguire perché le dimissioni dell’ingegnere, non sarebbero state accolte dal suo superiore e il cantiere non sarebbe passato nella proprietà dell’Asl, ma sarebbe rimasto ancora nelle mani della ditta. In tutto questo le persone ammalate aspettano di avere un servizio, quello della lungodegenza, che si potrà ottenere a opere finite.

Nel frattempo il legale della Cantieri Generali spa, avvocato Federico Massa, il 18 gennaio scorso, ha scritto alla direzione dell’azienda sanitaria: “in seguito alle dimissioni dall’incarico del Direttore dei Lavori ing. Antonio Leo, le opere – si legge nella missiva – sono sospese dalla data del 5 ottobre 2018; per quanto risulta dalla documentazione resa disponibile, ed in particolare dalla nota in data 27 novembre 2018 a firma del Direttore dei Lavori dimissionario, quest’ultimo ha redatto la contabilità dei lavori “relativamente al SAL a tutto il 05/10/2018 data delle dimissioni irrevocabili dello scrivente”.

La ditta tuttavia, in attesa che l’Asl prenda una decisione: se affidare la direzione dei lavori ad un sostituto di Leo o rifiutare le dimissioni lasciando lo stesso ingegnere alla guida del cantiere, ha sostenuto dei costi non indifferenti, come il noleggio della gru, la custodia del cantiere stesso, oltre a ciò la Cantieri Generali spa, avrebbe – secondo il legale – maturato il diritto al pagamento delle opere eseguite al 05/10/2018 che l’Asl dovrà pagare. Nella nota infatti si chiede “ la tempestiva liquidazione del corrispettivo maturato.”
Contestualmente l’impresa – tramite il legale – fa sapere di essere disposta ad un confronto con l’Asl per definire la prosecuzione dei lavori.

Da via Miglietta risponde la direzione dell’azienda sanitaria, facendo sapere tramite comunicato stampa, che sta valutando tra le varie ipotesi, anche quella di sciogliere il contratto con la Cantieri Generali spa, con l’intento comunque – si legge nella nota – di portare a compimento la realizzazione della nuova sede del distretto di Campi, dove dovrebbero trasferirsi gli uffici che attualmente occupano un’ala del quarto piano dell’ospedale che invece dovrebbe vedere collocati 12 posti letto di lungodegenza.

L’idea dell’azienda sanitaria di sciogliere eventualmente il contratto, nasce alla luce – si legge nel comunicato stampa – “di quanto attestato da Leo che, ha contestato già nel 2016 i ritardi nell’esecuzione dei lavori e poi il 23 marzo 2017 l’abbandono del cantiere, intimando alla ditta di riprendere i lavori e di mettere urgentemente in sicurezza l’area nella sua interezza. Contestazione reiterata il 1° dicembre 2017, ma rimasta lettera morta, nonostante la ditta appaltatrice il 22 dicembre successivo, abbia dato disponibilità alla ripresa dei lavori – è scritto ancora nella nota – non si è poi dato seguito a quanto annunciato.”
“In diverse occasioni – é ribadito nel comunicato dell’Asl – la Direzione Lavori ingegnere Leo e il Rup (responsabile di procedimento) ingegnere Pisanello, hanno insistito nel richiedere la ripresa delle opere (nel 2017 e ancora nel 2018); in ultimo con la diffida, datata 28 gennaio 2019, che la stessa Direzione Lavori ha recapitato alla ditta appaltatrice, per richiedere la messa in sicurezza dell’area del cantiere e le opere realizzate, con l’obiettivo di garantire la pubblica incolumità.”

Una situazione questa che si è venuta a creare, molto simile a quella che si creò per la realizzazione del DEA, nuovo blocco del “Vito FAzzi”, dove l’Asl si è vista costretta a risarcire l’impresa per sei milioni di euro, risarcimento chiesto per danni, imputabili all’assenza di direttive da parte dell’ingegnere Asl, rallentando l’esecuzione dell’opera. L’augurio é che a Campi ci sia un finale migliore, senza alcun risarcimento danno, visto che si tratta di denaro pubblico. Ah proposito per la realizzazione delle opere edilizie sonos tati destianti circa 3 milioni di euro.

Roberta Grima
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