Quando la chirurgia non può operare i tumori, si arricchisce di nuove metodiche

Quando la chirurgia non può operare i tumori, si arricchisce di nuove metodiche

Si è conclusa sabato, la due giorni organizzata da Motus Animi, sulle metodiche interventistiche nelle malattie del fegato e delle vie biliari. L’evento scientifico svoltosi a Lecce, con un centinaio di iscritti, è stato presieduto dal dottor Donato De Giorgi, presidente dell’ordine dei medici di Lecce e primario della chirurgia di Gallipoli e coordinato dai dottori Giuseppe Funaro endoscopista interventista e Roberto Chiavaroli epatologo interventista, entrambi facenti parte dell’equipe chirurgica di Gallipoli.

La domanda di interventi mininvasivi su pazienti con tumori al fegato e/ o alle vie biliari – come é stato detto durante il congresso –  si fa sempre più estesa, da parte di chi presenta situazioni inoperabili, trovando nelle tecniche interventistiche, soluzioni di alto livello e con ottimi risultati di guarigione, come é stato riferito dai relatori presenti, tra cui il professor Andrea De Gottardi, responsabile della clinica di chirurgia e medicina viscerale presso l’università di Berna. Queste tecniche mininvasive – ha spiegato il medico svizzero – rappresentano la valida soluzione lì dove l’intervento chirurgico classico, non può risolvere il caso. Questo significa, che mentre prima un tumore al fegato, alle vie biliari, quando inoperabile, risultava non dare scampo, ora, già da diversi anni ormai, grazie a interventi come la termoablazione percutanea, tecniche in laparoscopia o endoscopiche, il paziente, anche quello più difficile chirurgicamente da trattare, può avere una speranza e trovare una risposta di guarigione.

Una nuova realtà in questo senso che mostra in concreto la sinergia tra chirurgia classica e tecniche innovative mininvasive, é quella del reparto di chirurgia generale di Gallipoli, dove la lungimiranza del primario De Giorgi, ha fatto si che l’equipe chirurgica si dotasse di figure dedicate proprio a queste metodiche a supporto della chirurgia stessa, allargando così l’offerta sanitaria ai pazienti che non sempre sono operabili. Sicuramente una realtà che dà lustro all’asl salentina e che segue altre realtà ospedaliere e universitarie prestigiose.

Tra i relatori presenti al congresso, anche il professor Massimo Mutignani, luminare dell’endoscopia interventistica, responsabile del reparto di endoscopia digestiva e interventistica dell’ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano, che ha sottolinato proprio il ruolo di queste tecniche in laparoscopia, in endoscopia e i nuovi dispositivi per la terapia dell’ascite refrattaria nei pazienti cirrotici. Il professor Mutignani ha evidenziato inoltre le tecniche innovative per le terapie in casi di complicanze nelle vie biliari, in quei pazienti che hanno subito un trapianto di fegato.

Roberta Grima
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