La società ai tempi dell’alzheimer. Massimo esperti a confronto

La società ai tempi dell’alzheimer. Massimo esperti a confronto

La Puglia, insieme alla Liguria , é tra le regioni italiane dove si concentra il maggior numero di persone affette da demenza, pari a 19,3 casi ogni 1000 abitanti. Di questi, 11,6 soffrono di Alzheimer. A fronte di una realtà che preoccupa, c’é il paradosso pugliese, di totale assenza di centri per i disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD), che si stimano pari allo 0,6 per ogni 1000 malati di demenza. Un’offerta assistenziale tra le più basse del territorio nazionale. A ciò si aggiunge una scarsa assistenza domiciliare, da parte delle Asl pugliesi, che lasciano quindi le famiglie completamente sole a prendersi cura del proprio familiare affetto da demenza.

Una sanità pugliese che dimentica le demenze
La gestione di una persona con demenza, sopratutto se si tratta di Alzheimer, é assolutamente difficile, estenuante, la malattia comporta quasi sempre l’abbandono del posto di lavoro da parte di chi deve occuparsi del congiunto, quello che chiamano care giver, con una notevole compromissione dell’equilibrio familiare, ma anche sociale ed economico, se si pensa ai costi enormi che ci sono dietro una demenza, mal gestita dal sistema sanitario.

I numeri delle demenze
I costi complessivi per la gestione di queste malattie, sono pari a 800 miliardi di dollari, (dati ISS e dati anagrafici Istat 2019), senza contare i trattamenti farmacologici risolutivi e con impatti importanti sullo svolgimento delle attività sociali e lavorative della persona. Per quanto riguarda i paesi europei, nel 2018 i dati OCSE, mostrano una prevalenza delle demenze dell’8% nella popolazione, con più di 60 anni in Italia e Francia, con una previsione di aumento al 2040, dell’1% in Italia. Attualmente il numero di italiani con diagnosi di demenza è pari a circa 1 milione, del quale il 60-70% é rappresentato da malati di Alzheimer, in 10 anni il numero di persone affette da una forma di demenza è aumentata da 7,5 a 15,6 ogni mille abitanti, mentre i pazienti affetti da Alzheimer sono passati da 4,5 a 9,4 ogni mille abitanti.

Il convegno di Puglialzheimer
Da questa situazione emerge l’importanza di “fare comunità”, per meglio affrontare la malattia, scambiandosi esperienze, ma non solo, fare comunità significa anche inserire la persona ammalata nella comunità, si tratta di capire come. Da qui nasce il convegno internazionale dal titolo “Fare ed essere Comunità ai tempi dell’Alzheimer”, organizzato dall’associazione di volontariato Puglialzheimer.

L’esperienza degli Stati Uniti con il progetto “VDT”
L’evento che si svolgerà sabato 14, a partire dalle 9, nell’istituto di salute e medicina spirituale “Ignazio di Loyola”, sulla Lecce – Novoli 23, prevede le relazioni di esperti e professionisti nel campo delle demenze. Il giorno prima del convegno, venerdì 13 dicembre, dalle ore 15 si svolgerà invece, un evento formativo, con iscrizioni a numero chiuso sino a 30, dedicato esclusivamente all’esperienza del” Virtual Dementia Tour Debriefing.” Relazioneranno P.K. Beville, fondatrice della “Virtual Dementia Tour” , programma nato per aiutare paziente e care giver, costruendo una percezione dell’invecchimaneto basato sul concetto che l’età non cancella i sogni delle persone. E’ un programma già sperimentato con successo in 20 paesi del mondo, con un netto iglioramento della qualità della vita dell’anziano e quindi della famiglia. Ci sarà anche la relazione di Paola Brignoli, esperta in psicologia dell’invecchiamento, ideatrice del modello “OPTIMUS DOMI” e Certificatore VDT (virtual dementia tour).

Roberta Grima
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