Vaccini ai caregiver dei bimbi disabili, poca affluenza. Arrivano gli altri, ma è caos

Vaccini ai caregiver dei bimbi disabili, poca affluenza. Arrivano gli altri, ma è caos

Giornate un pò caotiche in alcuni punti vaccinali aperti in questi giorni di festa per somministrare dosi ai caregiver di bambini disabili con età al di sotto dei 16 anni. Una campagna vaccinale che ha visto un’adesione limitata, tanto da aprire l’accesso anche ai tutori di persone disabili adulte. L’iniziativa però non è stata ufficiale, nè l’azienda sanitaria salentina avrebbe comunicato una decisione simile. Sta di fatto però che in più punti vaccinali del Salento, si sono presentati caregiver di persone adulte, perchè si è saputa la notizia della bassa affluenza da parte dei tutori dei bambini che si sarebbero dovuti vaccinare tra ieri e oggi. Un passa parola che però ha creato non poche difficoltà, tra assembramenti, disinformazione.

C’era il rischio di buttare dosi
La signora Maria per esempio, alle 13.00 di questa mattina, è stata allertata da un assessore del comune di sua residenza: Giurdignano, in quanto badante dei suoi zii non autosufficienti. La donna, saputo della possibilità di ricevere il vaccino, si è subito precipitata dopo pranzo nell’hub di Maglie, sapendo dall’assessore che sul posto avrebbe fatto l’autocertificazione relativa alla disabilità degli zii. Aveva comunque con sè, il contratto di lavoro, in quanto regoalrmente registrata dalla cugina sua datrice di lavoro. Erano circa le 15 e 30, con lei anche la madre 73 enne, con una prenotazione per il vaccino fatta in farmacia e prevista per i prossimi giorni. “Il ragionamento – ci racconta la signora Maria – è stato di presentarsi entrambe, vista la possibilità di accedere alle dosi, dal momento che c’era il rischio che andassero buttate e noi aspettavamo di farle.”

Disponibili 300 dosi
Detto fatto le donne si sono messe in coda. Poco dopo si é formata un nutrita folla di gente che evidentemente aveva avuto la stessa notizia. Più volte l’infermiere dell’ambulatorio ha invitato a mantenere le distanze di sicurezza, tranquillizzando gli animi, con l’annuncio di ampia disponibilità di vaccini. “Ci sono 300 dosi – così ci ha gridato l’infermiere” – ha riferito a SanitàSalento la signora Maria.

Dopo tre ore, alle 18 e 15, esce fuori dall’ambulatorio vaccinale prima un altro infermiere, riferendo che sarebbe arrivata la protezione civile per mantenere l’ordine, c’era troppo assembramento, poi é apparsa la direttrice che ha ribadito che i vaccini sarebbero stati destinati soltanto a quei caregiver in possesso della documentazione relativa alla legge 104. Si è scatenata la rabbia di chi era lì, con la convinzione che bastasse il possesso del documento di identità, tessera sanitaria e l’autocertificazione compilata sul posto. Questo era quanto richiesto dall’Asl a chi si sarebbe presentato come caregiver di bambini disabili con età inferiore ai 16 anni e dunque si supponeva che lo stesso sarebbe valso anche per i badanti degli adulti non autosufficienti, invece non è stato così a Maglie, dove la signora Maria é stata respinta, dopo tre ore di attesa.

Oltre a lei c’era altre gente speranzosa e convinta di ricevere il vaccino e anche quando una donna si è imputata dicendo che avrebbe aspettato la fine della giornata per vedere se avanzava una dose, la direttrice avrebbe risposto che non avrebbe potuto somministrarla.

Mandati a casa dopo ore di attesa
Anche nella caserma Zappalà di Lecce, adibita a hub vaccinale, si è registrato un’affluenza bassa da parte dei tutori dei minorenni disabili sino ai 16 anni. La conseguenza è stata la decisione di aprire ai caregiver degli adulti. La notizia è diventata virale, il passaparola ha portato in poco tempo un’afflusso di gente da mandare in tilt la viabilità e creare assembramenti pericolosi, tanto da far intervenire le forze dell’ordine. E’stata la voce proveniente da un megafono a far desistere i cittadini in coda, che hanno potuto sentire che chi non era in possesso di documentazione relativa alla legge 104, che attestasse la disabilità dell’assistito, non era ammesso al vaccino, nonostante fosse prevista l’autocertificazione da compilare sul posto o da presentare una volta scaricata dal sito web regionale, per quanto riguarda i caregiver di bambini.

In effetti sul comunicato stampa dell’Asl salentina è scritto che per accedere ai vaccini come caregiver di bambini disabili con età inferiroe ai 16 anni, è sufficiente presentari al punto vaccinale, in possesso della carta di identità, tessera sanitaria e autocertificazione reperibile o sul sito web della regione o nello stesso punto vaccinale. Oggi molti caregiver di persone non autosufficienti, sono andate via, altre hanno atteso sperando di poter fare il vaccino assembrandosi purtroppo inutilmente.

Da domani e sino al 12, riprende invece la vaccinazione agli ultraottantenni.

Roberta Grima
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