Un referendum sul nuovo ospedale del Salento

Un referendum sul nuovo ospedale del Salento

Un referendum per esprimere il parere sulla neccesità di avere un nuovo ospedale del Salento oppure no. E’ la richiesta di Giovanni D’Ambra, segretario provinciale della Federazione Cisal Sanità Lecce, al presidente della prima commissione regionale Fabio Amati. Quest’ultimo infatti lunedì scorso, ha convocato i direttori delle asl pugliesi, per chiedere conto, in qualità di presidente della commissione regioanle al bilancio, dei lavori e dello stato dell’arte sui nuovi presidi ospedalieri in cantiere.

Proprio sul nosocomio salentino, la Regione vuole vederci chiaro, tanto che lo stesso presidente Fabio Amati, ha convocato nuovamente le parti per lunedì prossimo e sciogliere ogni dubbio riguardo la valutazione ambientale, che stando al dipartimento alla mobilità e opere pubbliche della Regione Puglia, occorre presentare. Il parere però di Asset, l’agenzia regionale per l’ecosostenibilità, invece é contrario ed é quello che ha seguito l’asl Lecce.

“Su questo ospedale del “sud Salento” – scrive D’ambra – si sono spese tante parole e proprio perché la sanità locale è elemento delicato, essa deve essere trattata con serietà e competenza, ricordando che sono i sindaci dei territori interessati, a portare sulle proprie spalle la maggiore responsabilità.”

Il segretario della Cisal poi, spiega che si è reso promotore di una proposta di provvedimento presidenziale rivolta al presidente Emiliano e all’assemblea dei sindaci della provincia di Lecce (costituita dai 97 Comuni del territorio provinciale), che avrebbe dovuto portare ad una consultazione referendaria per richiedere ai cittadini del Salento:

“se ritengono utile o meno costruire un nuovo ospedale, stante l’esistenza e l’operatività delle strutture ospedaliere di Casarano, Copertino, Galatina, Gallipoli, Lecce e Scorrano e della struttura ospedaliera convenzionata di I° livello di Tricase “

“Così però non è stato – sottolinea il sindacalista – L’ irragionevole posizione di assoluto silenzio da parte del Presidente e dell’intero consiglio provinciale fa sì che su questo importante argomento, sia stata messa da parte una intera collettività!”

D’ambra conclude la lettera indirizzata ad Amati, confidando nella sua rappresentanza, nel suo bagaglio etico e professionale – si legge – L’esponente della Cisal poi, conclude la lettera sottolineando come il passaggio referendario, darebbe un messaggio politico importante da parte della commissione presieduta da Amati sia per il consiglio regionale che per la giunta.

“Il referendum – dice D’Ambra – è un grande strumento democratico e averne paura denota una mancanza di “spessore” politico da parte di coloro che si definiscono rappresentanti dei cittadini”

“Non sta a me promuovere un referendum, non rientra nel mio ruolo istituzionale – risponde così Amati, senza voler entrare nel merito della questione – Ammesso pure che volessi promuoverlo, non sarei neanche in grado di avviare un istituto referendario su un ospedale, che tra l’altro non esiste.”

Roberta Grima
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