Presidi sanitari sporchi, lavati fuori dall’ospedale, per strada

Presidi sanitari sporchi, lavati fuori dall’ospedale, per strada

Manca una pilozza per lavare i presidi sanitari del 118. La denuncia arriva da Dario Cagnazzo, sindacalista della UIL. “Sangue, secrezioni, tutto – dice – viene eliminato come fosse acqua pulita, direttamente sulla strada. Fatto gravissimo specie in un ospedale, quello di Scorrano – che mette a rischio la salute pubblica, con possibili infezioni”

Già a luglio scorso, il responsabile del servizio di emergenza – urgenza, dottore Maurizio Scardia, aveva segnalato la criticità ai direttori sanitario e amministrativo dell’ospedale “Delli Ponti”, rispettivamente dottor Osvaldo Maiorano e dottoressa Anna Maria Paolini. Una segnalazione urgente per contrastare possibili contaminazioni e rischi per la salute pubblica.

Collari sporchi di sangue lavati su strada
Accade spesso che gli operatori del 118 arrivino in sede, dopo essere intervenuti su eventi gravi, incidenti stradali, con persone politraumatizzate, dopo aver lasciato il paziente al pronto soccorso, il personale 118 recupera i presidi spesso sporchi di sangue o di altri liquidi biologici, che quindi vengono lavati con mezzi di fortuna, sulla strada vicino alle ambulanze. Dove sostano i mezzi di soccorso, c’è infatti un rubinetto esterno con un irrigatore dove collari, spinali, ked, stecco bende, tutti attrezzi usati nelle ambulanze, vengono sanificati sotto l’acqua con ciò che si trova e in mezzo alla strada all’interno dell’ospedale.

Si contamina il passaggio dove la gente circola, proprio davanti all’ospedale
Le condizioni igienico – sanitarie però, sono del tutto assenti. Il che in un ospedale soprattutto, é grave, perché sangue, secrezioni, vomito, tutto viene eliminato con l’acqua corrente che finisce direttamente su strada.
Di norma i liquidi biologici sono considerati rifiuti ospedalieri potenzialmente infettivi e come tali vengono raccolti separatamente e smaltiti a parte.

C’é da dire che alla segnalazione di luglio scorso fatta al direttore Maiorano, é seguita una risposta da parte dello stesso direttore, fatta a settembre che approvava l’istituzione di un lavatoio adeguato al 118. Tutto però è rimasto fermo, in attesa che il personale dell’area tecnica si adoperi alla soluzione.

Abbiamo quindi contattato l’ingegnere Zocco che si interessa dell’area di Scorrano e che sta lavorando nei locali del 118 per sanare un’altra criticità della quale ci siamo occupati, relativa alle infiltrazioni di acqua, pericolose perchè vicine al quadro elettrico. Nè Zocco, nè l’ingegnere Prete capo dell’area tecnica dell’asl, sono risultati però raggiungibili.

Roberta Grima
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