Piove nel pre – triage dell’ospedale di Gallipoli

Piove nel pre – triage dell’ospedale di Gallipoli

Piove dentro il prefabbricato adibito a pre – triage Covid, dinnanzi all’ospedale di Gallipoli. A denunciare le condizioni impossibili nelle quali si trovano a lavorare gli operatori sanitari, è Michele Barba, segretario provinciale della FIALS.

Come si vide nel video non si tratta di piccole perdite d’acqua, ma di un flusso scosciante che letteralmente allaga il container. “Non é possibile – scrive Barba in una nota indirizzata alla direzione sanitaria e genrale dell’asl e al responsbaile del servizio di prevenzione e protezione aziendale, dottor De Giorgi – che ci si trova impreparati davanti a normali eventi atmosferici, senza essere preventivamente attrezzati e organizzati.
“E’ arrivata la prima pioggia autunnale – continua il sindacalista – e e nella “struttura baracca” piove che ci si potrebbe fare la doccia.”

C’è da dire che la postazione del pre – triage aveva già fatto sollevare malcontento tra i lavoratori sempre per l’inadeguatezza rispetto agli agenti atmosferici e sempre Michele Barba aveva cominciato a segnalare le prime criticità sin dall’inverso scorso,. “Era marzo – scrive Barba – e di sera, all’esterno, c’erano 4 °C. Solo grazie alla spinta sindacale e all’interessamento degli organi politici del comune di Gallipoli, arrivò la tenda della protezione civile, per consentire una parvenza di tutela, certamente insufficiente a garantire adeguatamente l’integrità psico-fisica dei dipendenti. L’assenza di riparo era lamentata non soltanto da aprte degli oaperatori, ma anche dell’utenza.

Stessa scena d’estate, quando sotto la tenda non si poteva fare il pre – triage a causa dell’elevata temperatura che, misurata con lo stesso scanner utilizzato per rilevare le temperature ai cittadini utenti, sfiorava i 50 °C. Nuove proteste e articoli di stampa e, ancora una volta, l’iniziativa esterna portò alla rimozione della tenda e all’installazione di un prefabbricato che consentisse un minimo di comfort agli operatori.”

Adesso siamo in autunno e cittadini e lavoratori si lamentano per le condiozni in cui si trovano per eseguire il controllo della temperatura Covid. “Da tener presente – aggiunge Michele Barba – che anziani, bambini, donne in gravidanza, sono stati e continuano ad essere costretti a rimanere in fila per strada, in qualsiasi condizione meteorologica. E’ così difficile – chiede Barba – immaginare una soluzione diversa che non sia più all’esterno e in balia delle intemperie ? Perchè nonostante la tregua estiva non si è programmato nulla di più efficace di sistemazioni provvisorie, impropriamente definite “strutture”, che mostrano tanti limiti ?

Il segretario della FIALS porta ad esempio il caso del pre – triage dell’ospedale di Casarano allestito internamente al nosocomio, un modello che potrebbe essere copiato per evitare ulteriori disagi. Non solo ma l’esponente della FIALS segnala anche l’opportunità di razionalizzare meglio il personale addetto alla misurazione della temperatura. A Gallipoli infatti si tratta di dipendenti infermieri, che forse sarebbero più utili in corsia, lasciando il compito del pre triage a personale oss o ausiliari come accade altrove.

Sulla questione è intervenuto anche il sindaco di Gallipoli Stefano Minerva che ha scritto oggi ai vertici dell’asl e al direttore dell’ospedale “Sacro Cuore”, per un intervento tempestivo vista la situazione denunciata.

Dal nosocomio non abbiamo avuto risposte, il direttore sanitario di presidio Dell’Angelo Custode, così come il direttore sanitario e genrale dell’asl sono stati contattati telefonicamente, ma senza alcun riscontro. Avremmo voluto capire quando e come si interverrà per consocere i tempi e le soluzioni individuate.

Roberta Grima
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