Piove dal reparto Covid. Si temono infezioni

Piove dal reparto Covid. Si temono infezioni

Si potrebbe correre il rischio di contrarre qualche infezione batterica, per la perdita di acqua dagli scarichi del reparto Covid dell’ospedale “San Paolo” di Bari. Da tempo Massimo Mincuzzi, segretario generale della FIALS, segnala le critiche condizioni in cui versano gli spogliatoi del personale di Sanità Service, la società partecipata dell’Asl barese, che eroga il servizio di pulizia nelle strutture sanitarie.

Nonostante la comunicazione inviata all’amministratore delegato di Sanità Service Fabrizio D’Addario, fatta il 15 aprile del 2020 e l’ultima del 2 novembre sempre del 2020, nessun provvedimento é stato adottato nè dall’amminsitratore, nè dal direttore generale dell’Asl, in qualità di socio unico. “Eppure – dice Mincuzzi – stiamo parlando di ambienti nel seminterrato dell’ospedale, dove i lavoratori di Sanità Service, si vestono con le tute apposite, per prendere servizio e pulire i reparti Covid dell’ospedale, per poi a fine turno, svestirsi negli stessi spogliatoi, “mentre cade acqua dalle tubazioni del soffitto – sottolinea Mincuzzi – appartenenti al piano sovrastante, corrispondente al reparto Covid. Acqua che – conclude il sindacalista – di sicuro non é pulita e che viene dalle tubazoni del soffitto che non sono tra l’altro nell’intercapedine.”

“Da quando la Fials ha segnalato questa situazione, nessuno ha risposto” – continua il segretario generale – I lavoratori sono esasperati, vista la precarietà degli ambienti dove sono costretti a cambiarsi. Nell’aprile del 2020 il segretario provinciale della FIALS Giovanni Mastrolonardo, scriveva in una nota che i locali non solo non erano idonei per il mancato riscaldamento durante l’inverno e l’assente climatizzazione d’estate, ma non erano neppure a norma per le dimensioni ridotte degli spazi, che non garantivano neanche il giusto distanziamento tra i lavoratori che ogni giorno usano quei locali per la vestizione/svestizione Covid.

Sulla questione é quindi ritornato il segretario generale Mincuzzi, che fa notare nell’ennesima nota della FIALS, che gli spogliatoi in questione, erano stati già individuati dall’Asl in passato, come locali in disuso oramai. Persino gli armadietti presenti, erano da smaltire nelle discariche e invece – scrive il sindacalista – sono stati assegnati al personale di Sanità Service, considerato evidentemente di serie B.”

La FIASL sollecita ora come allora, l’amministratore delegato D’Addario a trovare ambienti più consoni, rispondenti a pieno ai requisiti di legge, ma dalla società il manager D’Addario charisce che non rientra nel suo ruolo l’attività di individuare spazi migliori e autorizzare i dipendenti a spostarsi altrve. E’ una decisione – ha detto D’Addario – che spetta all’azienda santiaria, all’area tecnica probabilmente, ma non al sottoscritto. Non sono solito fare da scaricabarile, ma stavolta va detto che noi siamo solo ospeiti dell’Asl e gli ambienti sono di sua pertinenza. Tuttavia – conclude l’amminsitraore – avevo suggerito in illo tempore, agli uffici comptententi, o di individuare spazi migliori o di autorizzare il eprsonale di Sanità Service ad utlizzare glis tessi spazi che usa il erpsonale Asl per la vestizione /svestizione.

Roberta Grima
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