Oltre sessanta gli operatori sanitari no vax nell’asl di Bari

Oltre sessanta gli operatori sanitari no vax nell’asl di Bari

Sono sessantotto gli operatori sanitari sospesi dalla direzione Asl di Bari per aver rifiutato la vaccinazione anti Covid, nonostante i continui richiami. Dopo i primi provvedimenti adottati nei giorni scorsi per undici dipendenti no vax, la direzione generale della Asl barese ha infatti stabilito l’interruzione dalla attività lavorativa per ulteriori 57 operatori sanitari che hanno manifestato il rifiuto alla vaccinazione anti Covid o che non hanno risposto ai ripetuti inviti da parte dell’azienda.

Intanto, di pari passo con i provvedimenti della direzione, continua l’attività di sensibilizzazione alla adesione alla campagna di immunizzazione contro il virus. Azione che si sta rivelando efficace in quanto continua a ridursi sensibilmente il gruppo di sanitari che non hanno ancora effettuato la vaccinazione.

Il direttore generale Antonio Sanguedolce rinnova l’invito a vaccinarsi agli operatori ricordando loro che possono accedere ai centri vaccinali aziendali senza prenotazione: “in seguito alle prime sospensioni, necessarie per tutelare la salute di lavoratori e utenti delle strutture ospedaliere e territoriali – commenta Sanguedolce – abbiamo ricevuto riscontri positivi e per questo torno a sollecitare tutti gli operatori non ancora vaccinati a farlo senza indugio, e ricordo loro che gli hub e il medico competente sono a disposizione per effettuare immediatamente le somministrazioni”.

Come si legge nel provvedimento della direzione, i dipendenti non vaccinati vengono sospesi dal “diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o che implicano, in qualunque forma, il rischio di diffusione del contagio e quindi dal servizio con privazione della retribuzione e di qualunque altro compenso o emolumento”. La sospensione resta valida, fino “all’assolvimento dell’obbligo vaccinale o, in mancanza, fino al completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021 o il diverso termine che la legge intenda prorogare”.

Roberta Grima
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