Nella terapia intensiva pericolo di ammalarsi di Covid

Nella terapia intensiva pericolo di ammalarsi di Covid

Cinque pazienti Covid arrivati da Bari e trasferiti nella terapia intensiva del “Vito Fazzi”, altri negli infettivi di Lecce. La situazione in ospedale preoccupa medici, infermieri e oss. Ad oggi si è deciso di fare del “Vito Fazzi” un ospedale che accolga pazienti sia positivi che non, senza però una effettiva distinzione netta dei percorsi. Problema che si conosceva già da marzo scorso, che anche Sanità Salento ha più volte segnalato. Una promiscuità che si registra anche negli ascensori, tra i corrdioi, senza divisioni tra chi è positivo e chi no.

La situazione più pesante attualmente si avverte nella terapia intensiva. Un ampio spazio dove sono collocati i letti che da quando c’è il Corona virus, sono separati da divisori. Questi nella parte superiore sono delle vetrate, in basso invece sono pannelli in formica, fissati a dei telai in alluminio, da cerrotti in tela. Sono strutture precarie, usurate, che si tengono a stento.

La situazione è gravissima perché l’ambiente, anche se ci sono dei divisori tra i letti, è unico e il sistema di areazione é uno solo per tutti i pazienti. Il pericolo è che chi é positivo può far circolare nell’aria il virus che poi viene respirato da chi non è paziente Covid e si trova lì in terapia intensiva perchè comatoso. Si tratta di persone in gravi condizioni, spesso in fin di vita, sicuramente con difese immunitarie basse che potrebbero quindi contrarre facilmente il Corona virus dalla stessa aria che respira il suo vicino di letto.

Il personale infermieristico è quindi costretto a indossare la divisa anti Covid: tuta, visiera, ecc.. per assistere i pazienti positivi, per poi svestirsi quando deve prendersi cura di chi è accanto, ma on ha contratto il virus. Una situazione insostenibile, assurda, grave, che fa pensare come chi di dovere, non abbia programmato e organizzato nulla in previsione di questa seconda ondata. Eppure l’esperienza passata dovrebbe aver insegnato qualcosa. Sanità Salento aveva già scritto di personale positivo al virus nell’ospedale mescolata a pazienti no Covid, di gente non controllata, di dipendenti asintomatici mai tamponati, di ospedale sprovvisto di percorsi distinti, di ascensori dove persone Covid e no Covid entravano indistintamente. Mancano spesso percorsi distinti, spazi dedicati al Covid, proprio dove dovremmo stare più al sicuro cioè nell’ospedale.

Già a marzo scorso i sindacati maggiormente rappresentativi degli infermieri, avevano segnalato alla direzione dell’asl questo grave problema, ma si è concluso tutto in nulla di fatto. C’é da dire tuttavia che nella terapia intensiva c’é un sistema di areazione tale per cui l’aria viene prima aspirata, quindi purificata e poi reintrodotta nell’ambiente, il rischio però di contrarre il virus per gli ammalati c’è, anche se può essere ridotto, ma c’è.

Roberta Grima
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