Nefrologia “Fazzi”: un reparto nuovo, chiuso da anni

Nefrologia “Fazzi”: un reparto nuovo, chiuso da anni

I lavori sono stati lunghi e sofferti, nonostante ciò, sono stati completati, seppure con un certo ritardo. Eppure il reparto di nefrologia del “Vito Fazzi”, resta chiuso da oramai due anni dall’inaugurazione, dopo le opere di adeguamento degli impianti e ristrutturazione.

Un’area per i trapianti di rene, chiusa da anni
Ad oggi infatti, l’unità operativa nefrologica, diretta dal dottor Marcello Napoli, lavora nell’ala vecchia, lasciando in quella nuova solo gli studi dei medici. In realtà l’area ristrutturata prevedeva un allargamento del reparto con spazi per i degenti trapiantati, proprio per rilanciare l’attività di un centro trapianti rene, destinando ambienti e posti letto dedicati.

Come mostra il video amatoriale fatto da un paziente, la zona celeste é ristrutturata, nuova, funzionale, ma senza degenze, solo con studi medici, mentre quella con le pareti in arancione, è l’area vecchia dove sono ricoverati i degenti e dove i muri sono rovinati, alcuni bagni sono con il water rotto.

Inerzia dell’asl o ritardo della ditta?
L’impresa edile di Monteroni, che nell’aprile del 2008 si era aggiudicata la gara per la ristrutturazione e la messa a norma dei due piani della palazzina, dove oggi è alloggiato il reparto di Nefrologia e Dialisi, avrebbe proceduto sempre con molta lentezza nel completare l’opera, senza rispondere – cosi dissero i tecnici dell’asl – ai presunti solleciti che avrebbero fatto Antonio Leo e Fiorenzo Pisanello, dirigenti tecnici dell’azienda sanitaria.

Si rallenta l’opera che coì rischia di costarci di più
Dall’ospedale però c’é chi dice che le cose siano andate diversamente: ovvero la ditta avrebbe rallentato per inerzia dell’area tecnica della stessa asl, che non avrebbe dato le direttive nei tempi opportuni. Se fosse così sarebbe uno schema già visto con il DEA e non solo, dove la ditta aggiudicatrice i lavori di ristrutturazione, in assenza di direttive per proseguire le opere, avrebbe rischiato di essere messa in ginocchio, non potendo terminare il lavoro, con l’eventualità di non percepire il saldo dall’asl. In effetti nella nuova nefrologia i lavori aggiudicati nel 2008, prevedevano la realizzazione del reparto dialisi per realizzare un centro trapianti rene e ubicazione della dialisi nuova, per un importo di 755 mila euro, con la previsione di concludere le opere il 01 aprile del 2009. In realtà nel 2009 non era pronto nulla e nel dicembre del 2010, avvenne la procedura legale per la rescissione del contratto.

Mancano persino le coperte per i malati
Nel frattempo i pazienti sono rimasti in un reparto ridotto, con stanze riservate ai trapianti chiuse e locali per i dializzati angusti e vecchi. I pazienti infatti si trovano negli ambienti vecchi del reparto con bagni non sempre perfettamente agibili – come ci ha segnalato un paziente – che mesi addietro è stato ricoverato nel reparto di nefrologia. “Era dicembre e faceva freddo – racconta – purtroppo il reparto non era attrezzato neanche con delle coperte, tanto che le infermiere – gentilissime – devo dire – mi hanno proposto di mettere tra le gambe una bottiglia di acqua calda per riscaldarmi. Non solo non ci sono le coperte per l’inverno, ma si sta in ambienti dove se ne viene l’intonaco, dove gli apparecchi per la dialisi sono attaccati a semplici prese bosch, con il dubbio che non siano proprio a norma.”

Manca l’accreditamento regionale
Eppure i locali a norma ci sarebbero nell’ala ristrutturata del reparto, ma non si sa perché ancora non è aperta. C’è chi dal reparto riporta che mancherebbe l’accreditamento da parte della Regione Puglia, per riconoscere la struttura come centro trapianti reni e dunque fino a quando non si avrà l’autorizzazione regionale, il reparto non potrà ampliarsi. C’è chi invece parla di assenza di agibilità, per cui l’accreditamento regionale non potrà mai esserci, fino a quando non vi sarà il certificiato che attesti l’ambiente come agibile e a norma.

Sulla vicenda abbiamo provato a contattare il responsbaile dell’area tecnica asl ingegnere Prete, senza riscontro, ma ci riserviamo nei prossimi giorni di ricontattarlo per chiarimenti in merito.

Roberta Grima
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