Mancati pagamenti, mezzi poco sicuri, a rischio il trasporto degli ammalati

Mancati pagamenti, mezzi poco sicuri, a rischio il trasporto degli ammalati

Rischia di interrompersi il sevizio di trasporto di pazienti e materiale biologico – sanitario. Il prossimo 27 settembre infatti i lavoratori della ditta Tundo che accompagnano ammalati e trasportano presidi da una struttura all’altra dell’Asl leccese, incroceranno le braccia stanchi non solo dei mancati pagamenti, ma anche delle condizioni in cui ogni giorno si trovano a dover lavorare.

Ne abbiamo già parlato più volte anche sulle testate nazionali e qualcosa sembrava si fosse mosso: il primo settembre la direzione dell’Asl aveva ricevuto una delegazione sindacale, assicurando il suo impegno a saldare il dovuto, in sostituzione della ditta e a velocizzare i tempi per internalizzare i lavoratori dall’impresa esterna alla socieà partecipata Sanità Serevice.
A distanza di venti giorni però, non sembra si sia risolto grancchè e i vecchi problemi continuano a restare.

Per dializzati e oncologici lunghe attese
E’ una situazione vergognosa a sentire il capo di uno dei distretti del territorio dell’Asl, che racconta dell’estenunate attesa a cui sono costretti gli autisti per avere il gasolio e partire con i mezzi. L’uomo racconta della periodica perdita di doblò perchè fermi senza gasolio e di pazienti che devono sottoporsi a radioterapia e non possono aspettare. La gente é spesso costretta invece a trovarsi da sè un’alternativa ad un servizio che non va. “Non si può andare avanti così – ci dice il referente distrettuale – mi dicono che la benzina arriva alle 10 e alle 11 ho ancora tutti gli autisti fermi al distributore di benzina di Zollino che attendono il carburante, mentre alle 11 e 30, 12 meno un quarto, c’è da andare a prendere i pazienti dializzati per riaccompagnarli a casa.

Mezzi poco sicuri
Così accade che col poco gasolio un dipendente riesca ad arrivare a Poggiardo, senza sapere se riesce a riprendere a Lecce i tre pazienti oncologici. C’è chi vuole chiamare i carabinieri e chi è deciso ad andare con loro in Asl, reputandola responsabile di un servizio che non funziona e che mette a repentaglio lavoratori e pazienti. Più volte infatti il personale ha denunciato oltre ai mancati pagamenti, al gasolio insufficiente, la pericolosità dei mezzi per poca manutenzione, per auto con pneumatici laceri e freni usurati.

“L’Asl – aggiungono gli autisti – deve dirci come dobbiamo portare avanti il trasporto sanitario, visto che proroga ancora il contratto ad una ditta che non dà alcuna garanzia e sicurezza.”
I lavoratori sono stufi e chiedono tramite i rappresentanti sindacali Gianni Palazzo della Usb e Dario Cagnazzo della Uil, di chiudere i rapporti con la Tundo e avviare il passaggio nella partecipata. “Vogliamo i soldi che ci spettano – dice un dipendente – altrimenti vada tutto al diavolo perché noi non lavoriamo più”

E in effetti i soldi servono anche a Maria che deve recuperare 600 euro se vuole andare in cartoleria a ritirare i libri di scuola per sua figlia. La domanda é semplice: – aggiunge un autisa – se la Tundo non ha liquidità per pagare gli stipendi arretrati, mettere gasolio sufficiente nei mezzi, nè per il cambio dell’olio e/o degli pneumatici, allora come é possibile che riesca a finanziare eventi a Roma ? Questa cosa – conclude – é fuori dal normale.”

Ad onor del vero l’ingegnere Enrico Tundo ci aveva chiarito delle difficoltà della sua azienda dovute ad un capitale insufficiente a coprire le spese per garantire i servizi chiesti dall’Asl, che non si limitano al solo trasporto sanitario, ma ad una serie di attività che negli anni l’ente sanitario ha chiesto all’impresa con un’estensione di finanziamento di appena il 20%.

Dalle notizie prese dai sindacati sappiamo che l’Asl sta lavorando per accellerare la procedura di internalizzazione con la difficoltà di reperire immediatamente mezzi idonei, in attesa che arrivino quelli acquistati di ultima generazione tramite gara internazionale. Nel frattempo i lavoratori restano in presidio permanenete nella palazzino dell’azienda sanitaria fino a quando l’iter di mobilità nella Sanità Service non si concretizzerà come previsto da delibera aziendale.

Roberta Grima
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