La risposta dell’asl sul sequestro delle bombole

La risposta dell’asl sul sequestro delle bombole

Anche l’asl di Lecce contesterà alla ditta Air Liquide, fornitrice di gas medicali nel “Vito Fazzi” e Dea, l’inadempienza riscontrata in seguito al sopralluogo dei Nas di questa mattina, ovvero la presenza di bombole di ossigeno fuori validità.

A comunicarlo la stessa azienda sanitaria che attraverso un comunicato stampa sottolinea che le bombole in questione, fossero quelle poste nella seconda rampa di cestelli. Si tratta – scrive l’asl – di bombole attivabili solo manualmente da un operatore, in caso di estrema urgenza, per un mancato funzionamento del sistema centrale primario o di un mal funzionametno della rampa di bombole di emergenza ad attivazione automatica.

La centrale dei gas medicali del “Vito Fazzi” infatti, é costituita da due serbatoi: uno di ossigeno e l’altro di azoto, attrezzata di pacchi bombole, che entrano in funzione automaticamente in caso di mal funzionamento della fonte primaria, oppure del sistema di riserva che si attiva automaticamente.

Ciò che quindi è stato sequestrato dai Nas, é il secondo pacco bombole – chiarisce l’asl – che non é mai stato attivato, nel corso degli anni.

I nas ad ogni modo – scrive ancora l’asl – condividendo la richiesta della direttrice della farmacia Patrizia Fulceri, del “Vito Fazzi” – hanno disposto lo smontaggio delle bombole con ossigeno scaduto, presenti sulla seconda rampa di cestelli. Le bombole sono state quindi poste sotto sequestro probatorio, con contestuale contestazione della condotta alla ditta fornitrice e comunicazione all’autorità giudiziaria.

Roberta Grima
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