La Regione stanza 1 milione e mezzo per la telemedicina

La Regione stanza 1 milione e mezzo per la telemedicina

Un milione e mezzo di euro per informatizzare i percorsi di cura dei cittadini. un servizio tecnologico per chi è affetto da malattie croniche come: il diabete, la depressione, patologie neurodegenerative o connesse all’alcool, infine disturbi dell’alimentazione. La Regione stanzierà il progetto “Technology for Integrated Care Pathways” approvato, su proposta dell’assessore regionale Mino Borraccino, nel corso dell’ultima riunione della Giunta regionale svoltasi nei giorni scorsi.

L’iniziativa presentata da una società di Bari, prevede la realizzazione di un prototipo di piattaforma in grado di gestire i PDTA (percorsi diagnostici territoriali di assistenza), per migliorare la presa in carico del paziente e rendere appropriati gli accessi nelle strutture sanitarie. Da questo punto di vista, il progetto è perfettamente in linea con la politica regionale, che punta ad una migliore integrazione tra medicina del territorio e medicina ospedaliera.

Si tratta di creare assistenza al cittadino, con il supporto della tecnologia e in particolare con la telemedicina e teleassistenza, riducendo al minimo gli spostamenti da casa, favorendo il dialogo tra medico curante e specialista, a vantaggio solo del cittadino.

Per sviluppare questo progetto, saranno necessari investimenti pari a 2 milioni di euro di fondi FERS 2014 – 2020, da investire in Ricerca e Sviluppo, a conferma di come l’innovazione, applicata a settori anche tradizionali (come la cura della persona), possa aprire scenari e prospettive fino a pochi anni fa del tutto inimmaginabili.

“Per questo motivo – ha dichiarato l’assessore Borraccino – sono molto soddisfatto per l’approvazione di questo progetto, che sono certo potrà determinare effetti positivi, sia in termini occupazionali, sia nel migliorare i servizi finalizzati all’assistenza delle persone più fragili, consentendo anche alle aziende sanitarie locali della nostra regione, di rispondere in maniera più efficace alla crescente domanda di buona sanità pubblica che proviene dai cittadini.”

Roberta Grima
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