Il Salento piange Luigi Cosentino, direttore medico di altri tempi, preparato e generoso

Il Salento piange Luigi Cosentino, direttore medico di altri tempi, preparato e generoso

Il Salento piange oggi un grande manager della sanità, ma soprattutto una bravissima persona: Luigi Cosentino, un uomo perbene, medico stimato professionalmente, direttore sanitario apprezzato. Ha diretto negli ultimi anni l’ospedale di Copertino, lasciando l’incarico qualche anno fa, dopo essere arrivato all’età del pensionamento.

La triste notizia è giunta ieri mattina e ha fatto il giro tra le chat dei medici e i social, è stato per tutti un fulmine a ciel sereno, nessuno si aspettava la scomparsa avvenuta all’improvviso per un malore.

Uomo di grande generosità, Luigi Cosentino era sempre portato ad aiutare gli altri, punto di riferimento per molti grazie alla sua esperienza manageriale in ambito sanitario e la sua competenza. Spesso andavo a trovarlo nel suo ufficio a Copertino quando era in servizio. Erano confronti molto ricchi per me che andavo via sempre imparando qualcosa di nuovo, non c’è mai stata una volta che non mi abbia ricevuta, mi accoglieva anche senza peavviso, riuscendo a trovare il tempo da dedicarmi e schiarirmi le idee quando le avevo confuse, sopratutto mi apriva gli occhi per capire la gestione sanitaria. Una settimana fa ci siamo sentiti a proposito del Covid, mi segnalò un sito web da consultare per raccogliere informazioni precise e attendibili sui dati vaccinali relativi alla Puglia. Anche da direttore in pensione, continuava a studiare e dare spunti di riflessione. Perse diverso tempo al telefono, per spiegarmi come leggere correttamente i numeri e poter dare così un’informazione esatta. Luigi Cosentino era così: una persona appasionata del suo lavoro anche da pensionato, generoso, che aiutuava i più giovani, era per me come per molti, un affettuoso punto di riferimento, un maestro.

Medico molto preparato lo ricordano i colleghi e dedito a dirigere l’ospedale di Copertino, ruolo che svolgeva senza imposizioni, nè arroganza, ma – come ricorda Fiorella Fabrizio, vicepresidentessa nazionale del CNAI – creando armonia nell’ambiente e con grande senso morale e rispetto verso gli altri.

Un signore di altri tempi, onesto, che aveva cominciato a svolgere la sua professione di giovane medico nella reumatologia di San Cesario, insieme al dottor Maurizio Muratore. Lì Luigi Cosentino – mi racconta mio padre che lo conosceva da quando era un giovane laureato – aveva messo a punto una metodica che si chiamava capillaroscopia per analizzare l’andamento dei capillari delle dita sottoungueali. Attraverso questa metodica si orientava per capire se la malattia poteva avere un decorso cronico o meno. Per circa cinque anni ha lavorato a San Cesario, fino a che non partecipò al concorso per direttore medico e vinse dirigendo prima l’ospedale di Galatina e poi Copertino dove ha concluso la sua carriera, lasciando un ricordo affettuoso nel suo staff e non solo. Sapeva farsi volere bene proprio per la sua sincerità e competenza, rimanendo persona umile.

Ci lascia una bravissima persona, un grande medico, un uomo che amava la vita e che per questo sognava un mondo migliore, con la irrefrenabile voglia di evadere verso nuove esperienze, … l’America, proprio come recita un brano musiciale scritto e cantato da lui e pubblicato sabato sul suo profilo facebook.

Roberta Grima
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