Code alla farmacia asl, rischio contagio? Per l’asl no, i cittadini mantengono la distanza di sicurezza

Code alla farmacia asl, rischio contagio? Per l’asl no, i cittadini mantengono la distanza di sicurezza

“Due ore di attesa ieri mattina davanti alla farmacia del vecchio ospedale aggregati in corridoio, per ritare un farmaco”. E’ quanto riportato da una mamma che ieri mattina si era recata in piazzetta Bottazzi a Lecce, per ritirare dalla farmacia dell’asl l’ormone della crescita, necessario per la terapia che sta seguendo sua figlia e che non può interrompere.

“Mi sono armata di mascherina – dice la donna – ho compilato l’apposito modulo senza che venisse controfirmato dagli addetti – dopodicché ci hanno fatto aspettare fuori dal corridoio per oltre un’ora. Hanno fatto prima accedere coloro che ritiaravano farmaci per conto di associazoni, per tutti i quali sono in quarantena e non possono uscire, nel frattempo nel corridoio si é formata una lunga fila dalla farmacia sino al cup. Troppe persone, ci hanno fatto entrare cinque a cinque, ma il rischio secondo me c’è stato e sarebbe bene che non si ripetesse. Ho paura perché vivo con una ragazzina. Per questo ho chiamato più volte il direttore del distretto, dottor Giovannico, che non ha risposto. Avrei voluto che venisse accanto a me e prendesse coscienza di come eravamo in una sorta di bunker, in trenta dalle 9 alle 11 in queste condizioni, senza una finestra aperta, senza alcuna distanza di sicurezza. In un corridoio che, seppur lungo, non dava possibilità di tenersi a distanza.”

“Sono allibita da da quanto ho riscontrato ieri: sono partita da San Cesario, non ho incontrato alcuna pattuglia, sono giunta in farmacia ho dovuto compilare un modulo che mi è rimasto in mano, senza che venisse neppure controfirmato. Se dovesse accadere qualcosa mi chiedo come fanno a risalire al caso sospetto, se non ritirano i moduli, senza nominativi e niente. Sono state due ore in fila con una trentina di persone, senza alcun ricambio d’aria. Lavoro nel sociale, facciamo tanto per i disbaili, gli anziani e poi vengo in una struttura sanitaria e proprio chi dovrebbe far rispettare le regole per la sicurezza della salute pubblica dà questo esempio. Non ce l’ho con nessuno, ma poichè dovrò ritornare, vorrei che non accadesse più”

La replica del direttore
Come la signora anche noi abbiamo chiamato questa mattina il direttore del distretto dottor Giovannico. “Che ci sia stata una fila ieri è vero – ammette il direttore del distretto, dottor Giovannico – ma che i cittadini fossero ammasati non è vero, la distanza di sicurezza c’era e lo dico perchè ero presente, non per sentito dire. Io ieri sono stato lì, ho seguito l’andamento della situazione e stavano tutti a distanza uno dall’altro. Stamane sono ritornato per verificare il senso civico delle persone, c’é stata anche oggi un fila che arrivava quasi fuori dal corridoio, purtroppo abbiamo poco personale e si va un pò a rilento, ma per il resto è tutto sottocontrollo. Domani dovrebbe rientrare la farmacista assente oggi, per cui i cittadini avranno sicuramente meno disagi.”

I moduli compilati sono da consegnare
“Quanto al modulo che i cittadini devono compilare all’ingresso della cittadella della salute, vanno consegnati presso il servizio al quale accedono, evidentemente la signora ha dimenticato di consegnarlo.” Anche se il eprsonale forse poteva chiederlo.

Cosa dovrebbe fare l’asl perchè i cittadini mantengano la distanza di sicurezza, chiamare un tot di persone al giorno? Qualcuno si lamenterà comunque perché ha fretta di ritirare il proprio farmaco. “Noi – dice il dottore Giovannico – stiamo mettendo tutto l’impegno, adesso tocca a noi stare in prima linea e ce la stiamo mettendo tutta.”

“Io spero che non mi accada niente – ha detto la signora – mi sarei aspettata dal direttore che venisse a vedere la situazione, garantire a tutti il tampone tra 5 – 8 giorni, questa sarebbe stata una risposta da dirigente di una struttura sanitaria che ha la consapevolezza di ciò che sta accadendo.”

Roberta Grima
ADMINISTRATOR
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