Boom di parti a Lecce, le mamme si portano le culle da casa

Boom di parti a Lecce, le mamme si portano le culle da casa

C’è anche chi si è portata la culla da casa, tra le mamme in procinto di partorire nel reparto di ostetricia del “Vito Fazzi” di Lecce, per assicurare un posto, almeno al proprio bambino.

Nell’ospedale leccese infatti, non sono soltanto le stanze di ostetricia ad essere tutte occupate, ma anche i posti letto nella terapia intensiva neonatale (UTIN), destinata ai prematuri o ai nascituri con problemi, sono insufficienti.

Un boom di nascite, quello di questi giorni registrato nel Salento, che ha letteralmente messo in ginocchio quello che é l’ospedale di riferimento di tutta la provincia, dove nell’ostetricia e ginecologia mancano posti letto per le gravide. Disagi a cui si cerca di far fronte, reperendo letti a destra e manca.  Abbiamo messo – raccontano dal reparto – un letto in più in ogni stanza, sottraendoli dalla sala parto, dagli ambualtori, dalle stanze dove vengono fatti i tracciati, per poter collocare le mamme. Solo nella mattinata scorsa sono stati eseguiti cinque parti, mentre l‘altra notte due donne sono state trasferite per due parti gemellari, la prima all’ospedale di Tricase, la seconda verso il “Perrino” di Brindisi. Due ambulanze dirette lì dove far partorire in sicurezza le donne, che potevano contare sull’UTIN che si trova solo nel “Panico” e nel “Perrino”, perché quella del “Fazzi” era tutta piena. Così nella notte una delle due ostetriche di turno, ha dovuto lasciare il reparto leccese insieme ad un medico, per accompagnare prima una e poi l’altra gravida, mentre gli infermieri dell’ostetricia e ginecologia leccese, hanno dovuto chiamare da casa il secondo medico, per coprire l’assenza del collega.

Da quando è stato chiuso il punto nascita di Copertino – dicono da Lecce- é stata un’escalation pericolosa, il lavoro e il flusso di donne è aumentato in maniera esponenziale, tenuto conto che qui non arrivano, solo i parti più complicati , visto che è un ospedale di secondo livello, attrezzato per le complicanze, ma arrivano anche le donne che pur non avendo alcun tipo di problema, decidono di partorire a Lecce, perché c’è la possibilità del parto indolore.

L’altro giorno un marito ha fatto il diavolo in quattro quando ha scoperto che non c’era posto per sua moglie, alla quale le è stato detto che poteva partorire a Galatina senza alcun problema, avrebbe lasciato così posto a chi aveva necessità di averlo nel Fazzi.  Il marito della partoriente però si è impuntato, sono stati momenti di tensione, l’uomo ha preteso il letto per sua moglie, perché – come lui stesso ha spiegato  – la donna aveva seguito tutto il percorso, durante la gravidanza, mirato al parto indolore che il reparto ospedaliero di Lecce offre, per poi negarlo. Per il marito della signora non era ammissibile, a costo di far partorire sua moglie sul pavimento!

Con l’aumento delle partorienti incrementa anche il numero dei familiari presenti,  due giorni fa non si riusciva a contenere la gente nell’ingresso del reparto e ci sono volute cinque guardie giurate per regolarizzare l’accesso nelle stanze delle gravide, per evitare momenti di tensione o di escandescenza. La sera poi è sopraggiunto il direttore sanitario dell’ospedale, Giampiero Frassanito che ha tranquillizzato gli operatori sanitari, ai quali avrebbe riferito che si sarebbe aperta un’altra ala del piano, se il caso l’avesse richiesto, in attesa di trasferire l’intero reparto al primo piano dove attualmente si trova la neurochirurgia. Ci dicono – riferiscono dal reparto – che a fine anno sarà concluso il nuovo polo che stanno costruendo al Fazzi, il DEA – lì andrà la neurochirurgia e noi di ostetricia e ginecologia, prenderemo i loro locali più ampi.  In realtà c’è da dire che a fine anno si dovrebbero concludere le opere strutturali, ma poi ci sono i tempi tecnici per i collaudi delle apparecchiature, i primi reparti che andranno nel DEA saranno quelli senza degenze, come il pronto soccorso e la radiologia, quindi prima che si trasferiscano i reparti con posti letto, serviranno altri mesi, arrivando gradualmente alla fine del 2019.

Nel frattempo nell’ostetricia si lavora in continua tensione, sapendo che se c’è un parto non a termine, più complicato, è necessaria la presenza di un’ UTIN dove eventualmente ricoverare il nascituro, UTIN che però nell’ospedale leccese, ha molto spesso i posti letto occupati, soprattutto da quando alla già richiesta dei reparti di pediatria e ostetricia, si è aggiunta quella della chirurgia pediatrica.

Chi ha trasferito la chirurgia pediatrica da Casarano a Lecce, avrebbe dovuto prevedere un’aumento della domanda della terapia intensiva neonatale, pensando così di aumentare i posti letto, senza arrivare a dover trasferire  a 50 chilometri e più, la donna in travaglio con parto gemellare, prematuro o comunque problematico

Così come chi ha chiuso il punto nascita di Copertino, doveva prevedere che ci sarebbe stata una vera e propria fiumana di gente dirottata almeno in parte a Lecce, dove c’è il parto indolore, molto richiesto tra le partorienti. Forse sarebbe utile recuperare letti e cullette dal punto nascita di Copertino, dove si trovano attualmente chiusi, al “Fazzi” di Lecce.

Dalla direzione sanitaria dell’Asl salentina, sappiamo che stanno lavorando perché sono venuti a conoscenza del problema. C’è stato un bomm di nascite in questi ultimi tempi – ha detto il direttore Rollo – e i mei collaboratori sono all’opera per far fronte a questa criticità. Rollo ha anche fatto nei giorni scorsi un sopralluogo, confrontandosi con il primario della ginecologia, il dottore Perrone.

 

 

 

 

Roberta Grima
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