A metà marzo il vaccino per gli oncologici.

A metà marzo il vaccino per gli oncologici.

“Le persone con malattie oncologiche e in chemio o radio terapia, che quindi hanno problemi di salute importanti, rientrano nella categoria dei pazienti “fragilissimi” e come tali, saranno immediatamente vaccinati dai medici di base.” La notizia arriva direttamente dall’assessore regionale alla salute Pierluigi Lopalco che abbiamo sentito telefonicamente ieri mattina. “Man mano che arrivano i vaccini, ciascun medico di medicina generale completerà la vaccinazione prima agli ultraottantenni che hanno fatto domanda per avere il vaccino a domicilio, stiamo parlando di due, tre pazienti per ciascun medico, se pensiamo che si contano circa 5.500 professionisti sul terriotrio pugliese, poi toccherà subito ai “fragilissimi”, ovvero persone in gravi condizioni di salute come appunto i pazienti in chemio o radio terapia.

La campagna vaccinale verso queste persone comincerà dalla seconda metà di marzo sino ai primi di aprile, in parallelo inizieranno ad essere vaccinate anche le altre categorie fragili: malati cronici, persone affette da patologie autoimmuni, oncologici in follow up e comunque non in fase acuta, non in chemio o radioterapia. Tutte queste categorie di cittadini, appartengono al gruppo dei pazienti fragili che a prescindere dall’età, sono esposti ad un maggior rischio di contrare il Covid e per questo da vaccinare in tempi rapidi.

Tutte le informazioni specifiche sui tempi e le modalità del vaccino per la specifica categoria, saranno pubblicate sul calendario vaccinale, nel sito web www.pugliasalute.it
La pubblicazione – ha detto Lopalco – dovrebbe avvenire entro pochi giorni.

Il vaccino alle persone ammalate di tumore, viene sollecitato da più parti: medici e associazioni di pazienti, soprattutto dopo l’episodio relativo al focolaio registrato nel reparto di oncologia di Lecce. Come già riportato da SanitàSalento e dalla stampa locale, oltre ai pazienti, sono stati individuati positivi al Covid anche quattro dipendenti, qualcuno non vaccinato.

Fatto gravissimo per il consigliere regionale Fabio Amati, che aveva proposto la legge sull’obbligo vaccinale per i lavoratori sanitari. Norma poi approvata dall’assise pugliese. Non é cosa normale che non vengano adottati provvedimenti in merito a quanto accaduto a Lecce – ci aveva detto Amati – visto che la normativa prevede che il personale sanitario in servizio, sia vaccinato o per lo meno, se non può esserlo, sia da considerare non idoneo alle mansioni richieste in corsia e quindi spostato in aree prive di ricoveri.

L’assessore Lopalco chiarisce che c’è una legge e va rispettata, per cui il medico competente avrebbe dovuto allontanare il lavoratore salentino non vaccinato, dal reparto ospedaliero, sopratutto trattandosi di un’oncologia.

Il focolaio registrato nel polo oncologico – ha poi dimostrato come chi è vaccinato, anche se non trasmette la malattia perché non la contrae, può però trasmettere la positività, quindi l’infezione che tuttavia sulle persone non vaccinate, si tramuta in malattia. Per queste ragioni é fondamentale che anche chi é sottoposto alla vaccinazione, continui a usare la mascherina e il disinfettante per le mani.

Il vaccino va fatto per evitare di ammalarsi – ci ha speigato Lopalco – con il vaccino si può contrarre il virus senza però sviluppare il Covid, per questo occorre sempre la prudenza per non diffondere il Corona virus anche da vaccinati. Prova ne è che se i pazienti oncologici – come ha scritto l’Asl in un comunicato stampa – sono entrati in reparto con tampone negativo e poi si sono positivizzati, vuol dire – ha detto Lopalco – che le regole in quel reparto non sono state rispettate. Ovvero c’è chi non ha usato mascherina e gel per le mani il che se fosse vero, sarebbe grave.

Sulla qustione del personale é intervenuto nei giorni scorsi anche il segretario regionale della FSI – USAE Franco Perrone, che ha chiesto all’Asl di verificare l’efficacia del vaccino sui dipendenti sanitari. In attesa di un riscontro da parte dell’azienda sanitaria, il sindacalista sollecita con urgenza un’indagine siero-epidemiologica che attualmente non si può avviare per mancanza di reagenti necessari alla procedura laboratoriale. Il personale sanitario – dice Perrone – ha bisgono di lavorare serenamente sapendo che che la vaccinazione alla quale si è sottoposto, ha prodotto in tempi rapidi la piena copertura immunologica o meno e per questo che si chiede l’esame sierologico per valutare la presenza degli anticorpi anti Corona virus nei dipendenti vaccinati.

Ancora di più le garanzie le chiedono gli utenti, che si trovano costretti a recarsi in ospedale con la paura di ammalarsi di Covid. I pazienti oncologici si sono positivizzati infatti in reparto e sapere che tra loro circola un dipendente che non ha aderito alla vaccinazione,preoccupa. L’Asl sa di personale non vaccinato, sulla stampa di questa mattina il direttore Rollo parla di un centinaio di dipendenti senza vaccino in servizio. Una situazione della quale però molti pazienti non sono al corrente, e per la quale il governo pugliese prevede l’allontanamento dei dipendenti non vaccinati. Se dovessimo spostare tutti gli operatori socio sanitari che rifiutano per varie ragioni il vaccino, non sapremmo dove collocarli non é semplice. Così ci hanno riferito dalla direzione medica di presidio.

Roberta Grima
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