C’era una volta

C’era una volta

Un re? No, questa che vi racconto, sembra una favola invece…
Dicevo, c’era una volta, in un ospedale di periferia, un reparto internistico che si era organizzato (lottando contro l’ottusità dei burocrati ma con l’appoggio dei pazienti) così bene da essere citato come esempio di eccellenza da mass media e da ospedali ed università del Nord. Perfino l’Unesco si interessò a quel reparto!!!
Quello strano primario di quell’ancora più strano reparto iniziò la sua opera di “riorganizzazione” (era il 1991) considerando l’Ospedale come il luogo dove il malato trovava conforto e la soluzione dei problemi ( e non come azienda-supermercato). Da questo importante concetto passò ad iscrivere gli infermieri ad un corso per imparare a rispondere al telefono. Successivamente si procedette ad informatizzare il reparto e ad istruire tutto il personale all’uso dei sistemi informatici (il corso durò quattro settimane) e si procedette all’acquisto di dieci P.C. e di un video proiettore.

Dal 1990 ogni novembre il reparto organizzava un congresso nazionale con l’attiva partecipazione delle maggiori università d’Italia. Contemporaneamente, per evitare disservizi e favorire i pazienti della provincia, furono attivati cinque ambulatori sul territorio (Lecce, Campi, Martano, Copertino, Nardò) gestiti solo ed esclusivamente dagli specialisti in servizio dello stesso reparto. Per realizzare tutto questo era necessario disporre di denaro che sicuramente non veniva elargito dalla pigra amministrazione. Allora? Furono organizzate lotterie e collette coinvolgendo tutte le aziende del territorio. Con le somme raccolte si dipinse l’intero reparto, si acquistarono nuovi materassi e si installò un sistema di video-sorveglianza finalizzato al continua monitoraggio degli ammalati (questa iniziativa fu boicottata e l’amministrazione smantellò l’intero impianto). Così si attuò un incomparabile servizio di musico-terapia. Ogni mattina, entrando in reparto si poteva ascoltare la musica di Chopin.

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