Sulle mense ospedaliere, ferma la posizione della Regione

“Abbiamo situazioni molte diverse nella ristorazione ospedaliera della Puglia, per cui l’idea di bandire un’unica gara con la quale affidare il servizio, serve ad omologare la ristorazione negli ospedali pugliesi, sia dal punto di vista dei pasti, che dal punto di vista dei contratti per i dipendenti”. Così il direttore del dipartimento regionale della salute Giancarlo Ruscitti, in risposta a chi solleva perplessità sulla decisione del governo pugliese di centralizzare il servizio.

Per i consiglieri del movimento 5 stelle Marco Galante e Gianluca Bozzetti, i pasti per gli ammalati, devono essere preparati all’interno degli ospedali, senza ricorrere al servizio esterno, che comporterebbe una cucina con sistema di refrigerazione detta cook and chill. Non solo, i pentastellati temono che la gara unica metta a rischio gli attuali 1200 lavoratori delle mense nosocomiali.”Il presidente Emiliano – scrivono i consiglieri – aveva dato rassicurazioni sul destino dei dipendenti, dicendosi addirittura contrario al sistema cook and chill, tanto da dire ai lavoratori, che si sarebbe messo all’opposizione della sua stessa amministrazione, se il bando fosse stato emanato. La gara però è in piedi – sottolineano i grillini – e il timore che le affermazioni del presidente siano solo parole, c’é.

Il sistema cook and chill é usato in tutto il mondo e in tutte le regioni italiane – ha dichiarato Ruscitti – ci sono persone nell’assise regionale che da sempre accettano che i dipendenti sanitari non mangino negli ospedali e se poi noi facciamo una gara per garantire questo diritto per legge, arricciano il naso, allora mi chiedo: è giusto che la Puglia paghi ogni anno centinaia di migliaia di euro per rimborsi causati dal giudice del lavoro per un servizio che dovremmo erogare e che invece non diamo?”

Quanto al sistema di cottura cook and chill, si tratta di una procedura di refrigerazione per cui le pietanze verrebbero raffreddate, subito dopo cotte, per mantenerle salubri, rallentando il più possibile l’eventuale proliferazione di batteri che possono alterare gli alimenti, che invece con il sistema di cook and chill, potranno essere consumati entro 5 giorni, previo riscaldamento.

Attualmente le cucine ospedaliere della Puglia, contano 1200 lavoratori che a dire di Galante e Bozzetti rischierebbero il posto di lavoro, se la ristorazione dovesse essere affidata alle ditte esterne, in gioco ci sarebbe anche la qualità dei pasti per gli ammalati, dal punto di vista dell’appettibilità e nutrizionale, come dichiarato dal consigliere Cosimo Borraccino di liberi e uguali, che più volte è intervenuto sulla vicenda, ricordando tra le altre cose il non senso della scelta di affidare il servizio all’esterno, alla luce delle recenti ristrutturazioni fatte in molti centri cottura dei nosocomi pugliesi, spendendo alcuni milioni di euro. Per Borraccino, si sta facendo una scelta privatistica della ristorazione ospedaliera, quando invece sarebbe molto più conveniente internalizzarla mantendo così i livelli occupazionali e la qualità dei pasti, secondo anche quanto previsto dal Ministero che- sottolinea Borraccino – raccomanda pasti prodotti in loco, per consentire controlli efficienti e preservare le qualità organolettiche dei cibi, da preparare con prodotti freschi di stagione, possibilmente locali.

Anche Renato Perrini, esponente regionale Direzione Italia-Noi con l’Italia, ha forti perplessità sulle scelte del governo regionale, alla luce dei 4 milioni di euro – come da lui dichiarato – spesi negli ultimi anni per ammodernizzare e rendere perfettamente funzionanti le cucine degli ospedali di Martina Franca, Castellaneta e Massafra. In pratica- conclude Perrini – alla luce delle scelte che oggi vuole fare la Regione Puglia, si tratterebbe di soldi buttati.

Il responsabile della sanità pugliese ribadisce però che non c’è alcun rischio per i 1200 lavoratori di perdere il posto, anzi, con la nuovo gara, ci sarà bisogno di più personale, perché quello attuale non sarà sufficiente a distribuire i pasti nei reparti, ritirare le stoviglie e consegnare i pasti anche ai dipendenti ospedalieri. Ruscitti poi ammette che effettivamente ci sono alcune cucine ristrutturate di recente, in particolare in alcuni ospedali del tarantino, e questo in base ad un programma di circa dieci anni fa. Per questo la Regione ha stabilito che chiunque vincerà la gara, userà in primis i locali che la stessa amministrazione regionale metterà a disposizione e quindi le cucine agibili della provincia di Taranto.

“Va detto poi – sottolinea sempre Ruscitti – che noi non stiamo esternalizzando un servizio, oggi i pasti sono già preparati da ditte esterne, che nei vari ospedali sono gestite con modalità e contratti diversi, stiamo piuttosto regolarizzando la ristorazione secondo le nuove normative.

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