Si rafforza il Polo oncologico di Bari, mentre l’Asl perde “pezzi”

Completato il trasferimento di tre nuovi reparti nel polo oncologico di Bari, l’Irccs “Giovanni Paolo II”, istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. Questa mattina l’inaugurazione delle nuove unità operative: anatomia patologica e chirurgia toracica provenienti dall’ospedale di Bari “San Paolo” e l’oncologia dal “Di Venere”.

“Stiamo potenziando il polo di eccellenza per la cura dei tumori” – ha detto il presidente della Puglia Michele Emiliano – l’intenzione é quella di renderlo centro di riferimento per tutta la regione.”

Circa un centinaio le persone trasferite tra medici e non, che a giorni renderanno operativi i nuovi reparti a cominciare dalla nuova oncologia.

Gran parte delle strutture sanitarie dell’area metropolitana barese per la cura dei tumori dunque, ora sono concentrate nell’Irccs di Bari, il cui piano di potenziamento andrà presto a regime, come hanno assicurato dalla Regione.

“Il cammino di questo anno e mezzo di lavoro – ha continuato Emiliano – è stato un cammino estremamente complesso e importante, che vorrei assumere come modello per altri ospedali, secondo uno schema cosiddetto “hub and spoke””, ovvero con un centro di riferimento principale, al quale collegare strutture satellitari con prestazioni di minore complessità, che servano alla popolazione che, solo nei casi più gravi, verrebbe indirizzata al polo hub barese.

Il governatore ha poi sottolineato la necessità di mantenere quei legami venutisi a creare nel corso di un anno e mezzo di lavoro, per gestire al meglio tutta la rete oncologica ed é importante per Emiliano che questi legami adesso non si dissolvano, per il bene degli ammalati, proprio perché per il presidente devono finire i viaggi della speranza verso il nord, con una risposta efficiente e qualitativamente elevata sul territorio pugliese, grazie ad una struttura come il polo oncologico barese che per Emiliano é di altissimo livello.

Una manovra quella del potenziamento dell’oncologico che, se per un verso viene vista come un giusto riconoscimento delle ottime professionalità presenti, per altro suscita non poche perplessità e timori.
La chirurgia toracica per esempio, non vede solo casi di tumore al polmone, ma si dovrebbe occupare anche di tutta la parte traumatologica che non arriverebbe al polo oncologico di Bari, quindi è facile pensare che i politraumi si concentrerebbero sulla chirurgia toracica del Policlinico, l’unica rimasta dell’Asl. Il rischio è che si venga a creare un imbuto nel Policlinico con un surplus di lavoro, che prima veniva diviso tra la struttura universitaria e il “San Paolo” che ora non ha più i reparti di supporto, trasferitisi nel “Giovanni Paolo II” a vocazione prettamente oncologica. L’impoverimento del San Paolo, con la perdita di personale che non lavorava solo per un singolo reparto chirurgico, ma per tutto il blocco operatorio, provocherà degli effetti che si ripercuoteranno anche sul Policlinico, che dovrà far fronte a tutto quanto non potrà essere “smaltito” dal San Paolo.

Sicuramente questa manovra della politica regionale consentirà un potenziamento di una struttura eccellente, per la cura dei tumori, ma permetterà anche alla stesso istituto di ricovero e cura, di raggiungere quel fatturato economico che prima non riusciva a registrare, visto che due anni fa l’Irccs volevano chiuderlo per fonderlo con il Policlinico, perché perdeva ogni anno 6 milioni di euro, così come scrive in un post del 20 giugno scorso lo stesso Emiliano, sulla sua pagina facebook, spiegando che adesso il polo oncologico sta cambiando “pelle” ed è tutto diverso.

Tutte riflessioni che alla conferenza stampa di questa mattina sono state messe da parte, oggi era il giorno dell’inaugurazione al quale hanno partecipato il direttore generale dell’Oncologico Antonio Delvino (“questo è l’ospedale del rigore e della standardizzazione”), il presidente del Comitato di Indirizzo e Valutazione dell’IRCCS Emanuele Sannicandro (“dopo 10 anni e grazie alla volontà del presidente Emiliano abbiamo realizzato il progetto della rete oncologica, in questo IRCCS dove uniamo ricerca, alte professionalità e umanizzazione”), il direttore generale della Asl di Bari Vito Montanaro (“la scelta di Emiliano ha un livello di importanza maggiore del dispiacere di perdere pezzi pregiati della nostra sanità. Questa è stata un’operazione unica in Italia e noi non abbiamo esitato neanche un attimo a seguire questo percorso. Abbiamo reso possibile questo passaggio senza nessun disagio per i pazienti. Le agende sono aperte dal 1 settembre presso l’Oncologico”) e il coordinatore del progetto Paolo Sardelli (“la squadra funziona e abbiamo già iniziato ad operare, ma ora è necessario avviare un’altra sfida, quella di attivare il dipartimento interaziendale”).

Hanno partecipato alla conferenza stampa anche il direttore del Dipartimento Politiche della salute e benessere sociale della Regione Puglia Giancarlo Ruscitti e il commissario dell’AresS Giovanni Gorgoni.

Scritto da

Roberta Grima

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