Parte la campagna preventiva della Puglia. Lecce capofila

Parte la campagna preventiva della Puglia. Lecce capofila

“Da quando sono presidente sui livelli essenziali di assistenza, che sono quelle prestazioni sanitarie dalle quali emerge a che punto siamo, noi – ha detto il presidente Emiliano – siamo saliti tantissimo.” Così il governatore questa mattina in occasione della campagna di comunicazione sulla prevenzione, nel corso della Fiera del levante a Bari. “Siamo migliorati

“Da quando sono presidente sui livelli essenziali di assistenza, che sono quelle prestazioni sanitarie dalle quali emerge a che punto siamo, noi – ha detto il presidente Emiliano – siamo saliti tantissimo.” Così il governatore questa mattina in occasione della campagna di comunicazione sulla prevenzione, nel corso della Fiera del levante a Bari.

“Siamo migliorati molto – ha aggiunto Emiliano, parlando dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie essenziali – ma avendo avuto una partenza piuttosto complicata, non siamo ancora capaci di soddisfare i nostri concittadini. Speriamo di poter completare – ha continuato il presidente – tutte le assunzioni che stiamo facendo, perché con più medici e infermieri e operatori sanitari, il sistema migliorerà ancora. Ma per fare questa operazione abbiamo bisogno delle premialità. Devo dire che le premialità ci sono sempre state assicurate in questi anni, abbiamo preso più soldi di prima, grazie a questo miglioramento, ma non sono per niente soddisfatto. Vorrei che la sanità pugliese, che adesso è subito dopo quella delle principali città virtuose del nord, diventi una delle migliori sanità italiane al pari di quelle settentrionali. Abbiamo ovviamente il gap della mancanza di personale, facciamo le stesse cose che fanno le grandi regioni del nord con 15mila addetti in meno in tutta la regione e 800 milioni in meno dal fondo sanitario nazionale. Perché la sanità pugliese diventi da coppa dei campioni c’è bisogno di personale e di risorse”.

“La nostra regione è indietro rispetto alle altre regioni italiane più evolute, perché non abbiamo una cultura della prevenzione – ha sottolineato il direttore del Dipartimento regionale Politiche per la Salute Giancarlo Ruscitti – Prevenire significa non solo evitare malattie o curarle nei tempi, ma significa anche ridurre i costi per le cure.
Lo screening per esempio del colon – retto, che significa controllarsi per evitare il tumore, sottoponendosi ad un esame piuttosto semplice, Ha un’adesione da aprte soprattutto degli uomini, bassissima – come ha riferito il dottor Ruscitti.
“È importante – ha detto ancora il manager – capire che prevenire significa evitare interventi chirurgici pesanti, assumere un corretto stile di vita e preservare soprattutto nel momento in cui diventiamo anziani, una capacità funzionale importante. Lo stesso vale per il seno e per l’utero. Ma le donne sono più attente a loro stesse. In questo caso abbiamo dei livelli di percentuale e di controllo molto più altri, quasi in media con quella nazionale”.

Da qui la campagna di prevenzione del governo regionale, a cura dell’Asl leccese, nel ruolo di capofila per le altre aziende sanitarie della Puglia, la campagna partirà il prossimo ottobre su tutti i media. Si tratta di una azione comunicativa che intende sensibilizzare i cittadini per l’adesione ai programmi di screening gratuiti e promuovere corretti e salutari stili di vita per rimanere in salute.

“L’azione preventiva non si limiterà solo sulla comunicazione tramite i mass media, ma verranno inviate anche delle lettere a casa dei cittadini, per effettuare i tre screening più urgenti (mammella, cervice uterina e colon retto), e coinvolgeremo non solo i medici specialisti, ma anche, per esempio, le farmacie per quanto riguarda lo screening del colon retto, il cui kit, per il controllo del sangue occulto nelle feci, potrà essere ritirato, e riconsegnato, in farmacia. In questo modo, grazie alla collaborazione dei farmacisti, raggiungeremo anche i più piccoli centri abitati della Puglia, ovunque sia presente una farmacia aiuteremo i cittadini a fare il controllo”.

“Per quello che riguarda lo screening del colon retto – ha concluso il direttore del Dipartimento – purtroppo siamo più vicini allo zero che all’uno. Il nostro obiettivo in tre anni è quello di raggiungere almeno 700mila persone tra uomini e donne (40% degli aventi diritto).

Roberta Grima
ADMINISTRATOR
PROFILE

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *