Intervento all’ avanguardia al “S.S. Annunziata” di Taranto.

Intervento all’ avanguardia al “S.S. Annunziata” di Taranto.

Importante intervento chirurgico al “Santissima Annunziata” di Taranto. Un uomo di 55 anni, dopo essersi sottoposto quattro mesi fa ad un’esofagoscopia, ha presentato una fistola tracheo-esofagea, ovvero una sorta di comunicazione anomala tra esofago e trachea che di norma sono separate, ma che per traumi o infezioni gravi possono fondersi o comunciare tra loro quando

Importante intervento chirurgico al “Santissima Annunziata” di Taranto. Un uomo di 55 anni, dopo essersi sottoposto quattro mesi fa ad un’esofagoscopia, ha presentato una fistola tracheo-esofagea, ovvero una sorta di comunicazione anomala tra esofago e trachea che di norma sono separate, ma che per traumi o infezioni gravi possono fondersi o comunciare tra loro quando il tessuto é malsano. L’uomo così non poteva ingerire cibo né liquido, né solido, perché finiva nella trachea e quindi nei polmoni. Il paziente è stato così sottopsoto ad intervento chirurgico dal dottor Teodorico Iarussi, primario dell’unità operativa complessa di chirurgia generale del “Santissima Annunziata” che, con la sua equipe e il prezioso supporto del gruppo di anestesisti coordintato dal Dottor Michele Cacciapaglia e dal Dottor Franco Carrieri, è consistito nella resezione di tre anelli tracheali, e nella susseguente sutura dell’orifizio esofageo e ricostruzione della trachea, senza la necessità di eseguire una tracheostomia.

Il decorso post-operatorio – fanno sapere dall’Asl di Taranto – è stato regolare grazie all’attenta assistenza infermieristica e tutti i controlli endoscopici e radiografici eseguiti durante la degenza, sono risultati normali. Il paziente ha ripreso la sua normale alimentazione ed é stato dimesso, per ritornare a svolgere la sua
attività imprenditoriale nelle Marche, sua regione di residenza.

«Il complesso intervento effettuato nei giorni scorsi presso la Chirurgia del “SS.Annunziata” – ha commentato il direttore generale dell’Asl tarantina, Stefano Rossi – è l’ennesima dimostrazione della grande competenza del
personale medico, che opera nelle strutture dell’Azienda e delle tecniche avanzate che vengono qui impiegate, che non hanno niente da invidiare a quelle dei migliori centri chirurgici nazionali e internazionali.
In una città che, come un po’ tutta la Puglia e tutto il Mezzogiorno, era solitamente luogo di partenza
dell’emigrazione sanitaria verso il Centro-Nord e l’estero, è con grande orgoglio che possiamo annunciare
non solo la netta riduzione dei “viaggi della speranza”, ma perfino un’inversione di tendenza: questo di cui
parliamo infatti – ha aggiunto Rossi – non è l’unico caso di cittadino dell’Italia centro-settentrionale che sceglie di farsi curare nelle nostre strutture; l’immigrazione ospedaliera a Taranto è un trend in crescita. In questa attrattività ha sicuramente un ruolo fondamentale anche l’attenzione posta alle esigenze degli utenti nel
complesso: infatti, gli ospedali dell’ASL Taranto, risultano ai primi posti tra gli ospedali della nostra regione
come livello di umanizzazione conseguito, come risulta dai dati provenienti dalla rilevazione 2018 sull’umanizzazione delle strutture di ricovero, che presenteremo a breve».

Roberta Grima
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