Alimentarpsi: imparare a mangiar bene, partendo dalla psiche

Alimentarpsi:  imparare a mangiar bene, partendo dalla psiche

Sfera fisica e psicologica strettamente unite per proporre una sana alimentazione per il corpo e per la mente.

Quest’ultima ha una grande influenza sulle abitudini alimentari, il modo di mangiare spesso rispecchia ciò che é nella nostra psiche nel bene e nel male. Nasce da qui il progetto integrato di Federica Raheli, nutrizionista e Claudia Guacci, psicologa, di avviare un servizio di presa in carico della persona, per alimentarsi nel modo più corretto, seguendo sia la sfera fisica legata al peso, sia quella psicologica, legata alla mente.

Mangiar sano, per le due specialiste, significa imparare ad acquisire un equilibrio prima che alimentare, psicologico, non si può ottenere una corretta alimentazione, come una sana abitudine, se prima non si raggiunge un equilibrio mentale, non si può quindi prescindere dal risolvere le proprie frustrazioni psicologiche.

“Il cibo – spiega la dottoressa Guacci – porta con sé una serie di variabili: vissuti, relazioni, rapporti affettivi, una serie di componenti simboliche, emozionali, che racconta ciò che è la persona nel suo insieme. Dunque mangiare non vuol dire solo nutrire un corpo, ma è qualcosa di più profondo, che lega la persona al cibo, un legame che porta dietro componenti psicologiche che, se distorte, possono produrre un’alimentazione scorretta e malsana, che può determinare vere e proprie patologie e problemi di salute, anche molto seri.

Le due specialiste quindi hanno promosso una presa in carico, partendo da una serie di incontri, dei quali il primo gratuito, durante il quale la persona incontra le due dottoresse che valuteranno le condizioni di presa in carico o meno, soprattutto valuteranno se c’è la reale volontà ad essere aiutati, “perché – come sottolinea la dottoressa Raheli – se manca questa, non si può raggiungere alcun risultato. Non si tratta quindi di sedute psicoterapeutiche, non si vuole risolvere o correggere l’eventuale deficit psichico, che richiede una struttura, un’equipe specializzata, qualora dovessero esserci situazioni difficili da gestire per l’importanza o la gravità dell’eventuale deficit psicologico, la persona verrà indirizzata nel posto più idoneo. Noi – continua la dottoressa Guacci – puntiamo ad altro: personalizzare l’alimentazione, in base alla singola personalità psicologica, portandola sui binari giusti.”

Un aiuto quindi, che vedrà una serie di incontri, il primo con entrambe le specialiste, il secondo e terzo saranno sedute rispettivamente con la psicologa e poi con la nutrizionista, il quarto sarà un incontro di verifica e il quinto, quello conclusivo con la consegna delle indicazioni da seguire nel tempo, senza stravolgere le abitudini alimentari che una persona ha, ma corregendole, laddove necessario.

Per informazioni rivolgersi all’istituto oncologico salentino 347 888 9169 / 320 971 1426

Roberta Grima
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