Prorogati i contratti in attesa della stabilizzazione

Prorogati i contratti del personale sanitario in scadenza al 31 dicembre, che saranno quindi estesi al 30 giugno 2018. L’azienda sanitaria di Lecce, ha infatti deliberato con atto 2818 del 27 dicembre scorso, la proroga per 476 dipendenti a tempo determinato: 349 tra personale tecnico-professionale e infermieristico e 127 operatori socio sanitari (OSS).

Una scelta obbligata in previsione della stabilizzazione del personale precario, secondo i rappresentanti sindacali UIL e CGIL, che, insieme ai colleghi delle altre sigle sindacali, il 19 dicembre scorso, hanno avuto un incontro a Bari con il direttore del dipartimento regionale della salute Giancarlo Ruscitti, tutti i direttori generali delle Asl pugliesi e i rispettivi capo area del personale.
“Una riunione deludente quella del 19 scorso – dichiara Floriano Polimeno, segretario provinciale della CGIL – ci aspettavano che la Regione desse direttive per applicare il decreto Madia e stabilizzare i precari a partire dal 1 gennaio e invece la riunione si é conclusa con un nulla di fatto.
L’otto gennaio Ruscitti incontrerà i funzionari del ministero dell’economia e finanza per verificare se il governo finanzierà le stabilizzazioni del personale precario, visto che i fondi della Regione Puglia, ricavati dal risparmio della spesa farmaceutica, non sarebbero sufficienti.” Dopo l’incontro con il ministero, la Regione Puglia convocherà un nuovo tavolo di lavoro a metà gennaio, per discutere tempi e modi per stabilizzare i dipendenti sanitari con contratti a tempo determinato.

Visto poi – evidenzia Polimeno che le risorse della Regione non verranno destinate per stabilizzare i lavoratori,perchè dovrebbe pensarci Roma, si potrebbero utilizzare per cominciare a fare nuove assunzioni.”

“Non si capisce nulla – ha sottolineato Antonio Tarantino, segretario provinciale della UIL – ad oggi non sappiamo di quante persone stiamo parlando da stabilizzare, la Regione non ha ancora gli elenchi completi di tutte le Asl della Puglia per fare una precisa ricognizione dell’esercito di precari che dovrebbe essere stabilizzato. Il governo regionale non ha dato direttive su tempi e modi riguardo le procedure che intende attuare per eliminare il precariato, ma sopratutto non c’è chiarezza, perchè – sottolinea Tarantino – se è vero, come ci è stato detto, che si è splafonato da tempo la spesa relativa ai contratti a tempo determinato, come mai l’Asl di Lecce ha effettuato nuovi contratti a tempo determinato di 120 OSS e 200 infermieri?”.

Non é tutto: la UIL é pronta a scendere in campo e protestare, se entro gennaio la Regione non convocherà il tavolo tecnico per discutere sulle tempistiche e modalità delle procedure di stabilizzazione.

Intanto l’Asl Lecce fa sapere, a mezzo comunicato stampa, che “la proroga dei contratti in scadenza al 31 dicembre, permetterà alla ASL di gestire al meglio i servizi sanitari, in attesa che l’iter di stabilizzazione del personale venga concluso. Consentirà inoltre a 476 dipendenti di affrontare serenamente i prossimi mesi: non è un particolare secondario – scrive la direttrice generale – giacché si sta operando nell’ottica di eliminare quanto più possibile il precariato dal lavoro pubblico e, segnatamente, da quello
sanitario.”

Il “pacchetto” di proroghe più sostanzioso riguarda gli infermieri, con 229 contratti prolungati sino al 30 giugno 2018. Stessa scadenza per gli operatori socio sanitari (127 contratti prorogati), gli infermieri pediatrici (34), gli autisti di ambulanza (24), i tecnici di radiologia (21) e i tecnici di laboratorio (18). Nell’elenco, infine, rientrano anche dietiste (8), ostetriche (6), audiometrista (1), tecnici della riabilitazione (4), della fisiopatologia cardiocircolatoria (3) e della neurofisiopatologia (1).

“Il provvedimento – si legge nella nota Asl – riguarda tutto il personale che potrebbe avere i requisiti di legge per la stabilizzazione e va a coprire la fase transitoria, finalizzata alla ricognizione completa degli stessi, così come previsto dalla Regione Puglia d’intesa con i sindacati di categoria.”

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