Prelievo multi organo al “S.S. Annunziata” di Taranto

In una Puglia abituata a ricevere più che a donare, diventa ancora più lodevole il gesto di chi acconsente al prelievo di organi del proprio familiare defunto, per far rinascere chi è in fin di vita. E’successo a Taranto, nella terapia intensiva del “Santissima Annunziata” dove si è accertata la morte cerebrale di Rossella Bonfrate, una dottoressa di Grottaglie di 46 anni, i cui organi sono stati prelevati dalle équipe chirurgiche, con il coordinamento del Dottor Pasquale Massimilla. Fegato e un rene sono andati al centro trapianti di Bari, l’altro rene a Napoli e i polmoni sono stati spediti in Sicilia, cinque vite salvate quindi nel giorno in cui si sono registrati 9000 pugliesi in lista di attesa per un trapianto fuori dalla Puglia. Un dato drammatico se si pensa che il Centro Nazionale Trapianti (CNT), afferente al Ministero della Sanità, ha rilevato che nel 2017 in Puglia le opposizioni al prelievo di organi hanno superato il 43%, un dato in crescita rispetto all’anno precedente (38%) e in controtendenza rispetto a quanto accade a livello nazionale. Con circa 15 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale, in Puglia il tasso di opposizione appare più elevato rispetto a quello di qualsiasi altra regione italiana.

“Ancora una volta dobbiamo elogiare la grande professionalità dell’équipe coordinata dal Dott. Massimilla che, nonostante le difficoltà” – ha detto il direttore generale dell’Asl Stefano Rossi – svolge un’attività di assoluto rilevo etico.” E’ il secondo prelievo del 2018, numerosi sono stati nel 2017, rendendo il nosocomio
tarantino, uno dei primi ospedali in Puglia in cui si svolgono prelievi di organi. “Voglio sottolineare – ha aggiunto il direttore Rossi – il lodevole gesto di generosità dei famigliari di Rossella che, pur in un momento drammatico, fornendo il consenso al prelievo, stanno consentendo ad altre persone di continuare a vivere. Colgo l’occasione per esprimere il desiderio che siano sempre di più persone sensibili a questa tematica, che sappiano compiere questo straordinario gesto di amore”.

Sarebbe necessario – dicono ancora dall’Asl – da un lato, che un numero sempre maggiore di cittadini segua l’esempio dei parenti di Rossella e, dall’altro, incentivare l’attenzione, anche da parte degli attori dei processi decisionali, nei confronti delle procedure relative alla donazione di organi. Tali complesse procedure, infatti, dovrebbero ricevere maggiori investimenti, anche in ragione del fatto che i prelievi di organi e tessuti richiedono un’organizzazione trasversale molto complessa, di cui beneficia tutto l’ospedale.

Proprio per definire misure più adeguate ad incentivare le donazioni, il prossimo 6 marzo si riuniranno a Bari gli stati generali della trapiantologia pugliese.

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