Precariato: la Regione scrive ai manager delle Asl e detta il da farsi

Entro il 13 aprile, le asl pugliesi dovranno presentare la ricognizione completa di tutto il personale da stabilizzare, distinto per profilo, l’elenco dovrà contemplare tutte le figure professionali con i requisiti previsti dalla normativa e che danno accesso alla stabilizzazione.

E’ quanto si legge nel verbale stilato a seguito dell’incontro avvenuto ieri, tra il direttore del dipartimento regionale della salute, Giancarlo Ruscitti e le organizzazioni sindacali CGIL CISL UIL FIALS FSI. Queste ultime saranno poi convocate dalle singole Asl per concordare tempi e criteri, tenendo conto che la Regione Puglia ha inviato già il 109 marzo scorso una nota di indirizzo ai direttori generali, su come procedere, specificando che i beneficiari della stabilizzazione sono dipendenti assunti a tempo determinato, attingendo da una graduatoria riferita ad una procedura concorsuale ordinaria, per esami, titoli, così come scritto nella circolare ministeriale n°3 del 2017. Per procedura concorsuale, la Regione intende anche gli avvisi pubblici, come scritto nella nota che il direttore Ruscitti ha inviato ai direttori delle Asl. Da tener presente che i direttori generali, possono utilizzare la graduatoria di concorso espletato anche in azienda sanitaria diversa e poter assumere definitivamente il lavoratore che ha preso parte alla selezione per un contratto a tempo definito, tenendo conto della territorialità del lavoratore e del fabbisogno aziendale.

Nella missiva indirizzata ai direttori delle Asl, Ruscitti sottolinea che a essere stabilizzato sarà chiunque abbia un contratto flessibile con la pubblica amministrazione, purché nella categoria nella quale l’Asl intende inquadrare il dipendente. La Regione chiarisce inoltre che può accedere alla stabilizzazione tutto il personale di comparto del servizio sanitario, compreso quello amministrativo, i dirigenti medici, tecnici – professionali e infermieristici, la cui anzianità di servizio può essere conteggiata anche se maturata in asl diverse.

Non rientrano invece nella platea dei beneficiari coloro i quali siano già di ruolo in altre aziende sanitarie con la medesima mansione, anche se sono in servizio in un’asl pugliese a tempo determinato. La ratio della legge infatti – si legge nella nota che Ruscitti ha spedito ai manager delle Asl – è quella di eliminare il precariato, che nel corso del tempo si è venuto a creare all’interno della pubblica amministrazione, nel quale precariato, non rientra evidentemente il personale con contratto a tempo indeterminato. L’interesse é quindi quello di dare ai lavoratori preacari, una stabilità che ancora non hanno, rispetto a chi invece è già di ruolo, anche se fuori dalla Puglia.

Inoltre, i direttori, potranno prorogare i contratti a tempo determinato per esigenze di continuità di servizio necessaria a garantire i LEA (livelli essenziali di assistenza). Ad ogni modo la Regione attiverà una cabina di regia per coordinare le procedure di stabilizzazione in tutte le Asl

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