Una raccolta firme per una legge a favore degli anziani

Una raccolta firme per una legge a favore degli anziani

Invecchiare bene, con la possibilità di potersi curare, prevenire le patologie, mantenere quanto più possibile la propria autonomia. Sono alcuni dei principi proposti nel disegno di  legge, che le segreterie provinciali CISL, UIL e CGIL, vogliono presentare al governo regionale, con l’intento di promuovere un invecchiamento attivo e in buona salute per la popolazione anziana.

Invecchiare bene, con la possibilità di potersi curare, prevenire le patologie, mantenere quanto più possibile la propria autonomia. Sono alcuni dei principi proposti nel disegno di  legge, che le segreterie provinciali CISL, UIL e CGIL, vogliono presentare al governo regionale, con l’intento di promuovere un invecchiamento attivo e in buona salute per la popolazione anziana.

Nei giorni scorsi c’è stata la raccolta firme, perché la proposta legislativa a carattere popolare, richiede almeno 12 mila adesioni per autorizzare l’iter legislativo.

Quello che si intende raggiungere, è una politica calibrata alle esigenze del territorio che conta una popolazione sempre più vecchia, rispondendo quindi ai bisogni deli anziani. In Puglia il 21% dei cittadini, é ultrasessantacinquenne, ovvero circa 870 mila persone e aumentano ogni anno i “grandi anziani” gli ultrasettantacinquenni, che passano da 350 mila nel 2013 ai 424 mila attuali. Un fenomeno, quello dell’invecchiamento della popolazione, con il quale la politica deve fare i conti , per questo i segretari provinciali confederali, insieme alle segreterie  dei pensionati Spi CGIL , Fnp CISL, Stu Uil di Lecce, hanno previsto nel disegno di legge una serie di interventi, da parte del governo regionale, mirati a  prevenire condizioni di fragilità, favorendo la diffusione di stili di vita sani, come l’attività motoria, non solo, ma i sindacati chiedono al governo pugliese, iniziative per la salute  della terza età, con l’obiettivo di evitare l’isolamento degli anziani, condizione che facilità l’insorgenza di alcune malattie mentali, agevolando piuttosto la partecipazione nella società, le relazioni, attraverso iniziative culturali, sociali, sportive.

 

Si tratta di promuovere quindi, una politca nuova non più basata sull’assitenzialismo, ma un welfare che limiti il più possibile l’ospedalizzazione favorendo il supporto a domicilio, a sostegno delle famiglie, consentendo all’anziano di vivere nel suo contesto naturale che è la famiglia, dove può mantenere un ruolo e delle realzioni

Roberta Grima
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