Mense ospedaliere: rivedere la procedura

Mense ospedaliere: rivedere la procedura

Si potrebbero risparmiare diverse risorse finanziarie, se il servizio delle mense ospedaliere fosse interno alle Asl. E’ quanto sottolinea Cosimo Borraccino, consigliere regionale di sinsitra italiana/liberi uguali che critica, oramai da quasi un anno, la scelta della giunta pugliese di affidare i pasti a una ditta esterna, con una gara di appalto di 320 milioni

Si potrebbero risparmiare diverse risorse finanziarie, se il servizio delle mense ospedaliere fosse interno alle Asl. E’ quanto sottolinea Cosimo Borraccino, consigliere regionale di sinsitra italiana/liberi uguali che critica, oramai da quasi un anno, la scelta della giunta pugliese di affidare i pasti a una ditta esterna, con una gara di appalto di 320 milioni di euro, gara che vedrebbe centralizzato il servizio per tutti gli ospedali della Puglia ad un’unica impresa.

Una scelta inopportuna e inefficace secondo Borraccino, perchè come più volte evidenziato, la gara centralizzata comporterebbe pasti di tipo “cook and chill”, ovvero cibo cotto e poi refrigerato per conservarne le qualità organolettiche, sicuramente meno sani per Borraccino – rispetto ai pasti tradizionali.

Non solo, il consigliere di sinistra italiana/liberi uguali, evidenzia un’altra criticità relativa ai centri di cottura che da 22 distribuiti sul territorio pugliese, passerrebbero a sette, con disagi per i lavoratori, che potrebbero trovarsi a lavorare a chilometri di distanza da casa, ma soprattutto con il rischio di una possibile e drastica riduzione di personale, qualora dovesse andare avanti l’iter per la gara centralizzata esterna.

C’è anche l’aspetto dell’eventuale spreco, la Regione Puglia – ricorda Borrccino – ha investito diversi milioni di euro per ristrutturare alcune cucine ospedaliere, come nel caso del nosocomio di Grottaglie, del “Santissima Annunziata” di Taranto, dell’ospedale di Castellaneta e Martina Franca. Solo per l’Asl di Taranto sono stati spesi 5 milioni di euro nel 2014, di queste cucine resterebbe solo quella di Castellaneta, con uno spreco ingiustificato per il consigliere Borraccino, visto che per lui sarebbe più saggia, l’internalizzazione del servizio che ha già dimostrato in altri settori, come possa portare ad un risparmio sino a 10 milioni di euro l’anno, proprio evitando di esternalizzare i servizi, affidandoli alla partecipata dell’Asl SanitàService.

Da qui la richiesta di Borraccino ad Emiliano, di “rivedere la scelta adottata e prendere in considerazione i suggerrimenti che sono arrivati dalla commissione sanità al tecnico Ruscitti, che giustamente ha ribadito come le scelte politiche vanno prese dai politici.

Roberta Grima
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