L’Asl presenta il piano sui presidi di primo intervento ai sindaci dei comuni salentini

Non chiusura, ma riconversione dei punti di primo intervento. Il piano della ASL Lecce è stato illustrato stamattina durante la riunione, tenutasi nella sala giunta di Palazzo Carafa, della Rappresentanza della Conferenza dei sindaci – allargata ai primi cittadini interessati dal piano di riconversione.

centri attivi 12 o 24 ore, che dispongono di competenze cliniche e strumentali adeguate a fronteggiare e stabilizzare, temporaneamente, le emergenze fino al trasporto del paziente al pronto soccorso, se necessario. Sono nati con un intento ben preciso, alleggerire il lavoro dei pronto soccorso facendo confluire i casi meno complessi e critici, i cosiddetti codici bianchi e verdi. Sono strutture che hanno una loro funzionalità soprattutto nel periodo estivo, con l’aumento dell’afflusso di turisti.

In sostanza, si tratterà di trasformare dei centri territoriali di emergenza, attivi soprattutto d’estate con l’ afflusso dei turisti, con il compito di fronteggiare le emergenze prima dell’eventuale trasporto in pronto soccorso, in presidi di continuità assistenziale, affiancati da un servizio 118 rafforzato da ambulatori specialistici. Una riconversione – come ha spiegato il direttore dell’Asl Ottavio Narracci – accompagnata dal potenziamento già in atto dei servizi ambulatoriali e diagnostici, sia di laboratorio, sia strumentali, attualmente presenti nei Presidi Territoriali di Assistenza di Nardò, Poggiardo e Campi Salentina, (con in programma l’aumento del 30-40 per cento del numero e delle ore di specialistica e l’acquisto di nuovi strumenti diagnostici).

I punti di continuità assistenziale dovrebbero quindi essere organizzati all’interno di un contesto distrettuale, che prevede dei percorsi diagnostici terapeutici, tali per cui il cittadino che entra con un problema di salute, potrà trovare le risposte necessarie con un unico accesso, evitando quindi di fare più prenotazioni con più accessi per problemi di salute collegati alla stessa patologia cronica.

Un sistema – fanno sapere dall’Asl – che potrà contare su un ventaglio completo di servizi: ambulatorio medico di primo intervento, servizio specialistico di supporto, servizio di diagnostica strumentale, ambulatorio infermieristico e postazione medicalizzata del 118 (attiva h 24). L’obiettivo di questa nuova struttura dei punti di primo intervento é quello di potenziare i servizi sanitari sul territorio, per evitare che i cittadini ricorrano al pronto soccorso anche quando non è necessario. Quindi i casi non gravi che possono essere seguiti ambulatorialmente sul territorio, dovranno essere trattati nei punti di continuità assistenziale che dovranno perciò essere attrezzati per dare le risposte necessarie ai cittadini. Su questo va detto che nel presidio di continuità assistenziale di Campi, non si effettueranno, per mancanza di attrezzature, le seguenti prestazioni diagnostiche: risonanza alla pelvi, alla prostata e vescica, la risonanza muscoscheletrica e alla colonna vertebrale. A Nardò non saranno possibili almeno per ora, anche la colonscopia, la sigmoidoscopia con endoscopio flessibile e l’esofagogastroduodenoscopia. A Poggiardo sono le tac a non poter essere eseguite per mancanza di apparecchiatura in particolare: la tac senza e con contrasto al torace, senza e con contrasto all’addome superiore, senza e con contrasto all’addome inferiore, la tac senza e con contrasto all’addome completo, senza e con contrasto al capo, la tac senza e con contrasto al rachide e speco vertebrale, senza e con contrasto al bacino, la risonanza al cervello e tronco encefalico, alla pelvi, prostata e vescica, la risonanza muscoloscheletrica e alla colonna vertebrale, oltre all’elettromiografia, colonscopia, sigmoidoscopia con endoscopio flessibile e esofagogastroduodenoscopia.

C’é da dire che per la tac a Poggiardo é stato programmato l’acquisto con fondi FESR, mentre la risonanza magnetica è stata già acquistata ed è in via di installazione, stando al cronoprogramma aziendale
A partire da luglio è previsto il pieno funzionamento del sistema distrettuale dei presidi di continuità assistenziale

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