La Asl nomina un consulente esterno per la gestione dei fondi europei

Nuova responsabile per la gestione dei fondi europei dell’Asl di Lecce. Ha preso incarico questa mattina Concetta Ladalardo che proseguirà con il nuovo incarico nell’azienda sanitaria salentina per tre anni, dopo aver maturato esperienza proprio nella gestione dei fondi Fers, presso gli uffici amministrativi della Regione Puglia.

La donna risulta infatti responsabile del programma di interventi per la infrastrutturazione della sanità territoriale nei distretti socio-sanitari, di tutte le asl pugliesi.

Un arrivo importante fa sapere l’azienda sanitaria, “abbiamo finalmente nel nostro organico – spiega il direttore generale Ottavio Narracci – una dirigente amministrativa con una profonda conoscenza della materia. Raccoglierà il
testimone dall’ingegner Antonio Leo, che ringraziamo per aver ben operato in questi anni facendosi carico, assieme ai suoi compiti di natura tecnica, anche di un filone molto difficile e complesso da gestire. Ora, con una dirigente specificamente formata e preparata, potremo ridare nuovo slancio alle diverse schede progetto già avviate e che andranno condotte a termine, con l’obiettivo di potenziare particolarmente la sanità territoriale, sia in termini di strutture sia in quanto a dotazioni tecnologiche».

In effetti la nomina della dottoressa Ladalardo, arriva dopo il polverone sollevato con i sopralluoghi della parlamentare Veronica Giannone, prima nel poliambulatorio di Martano e poi in quello di Aradeo, entrambe strutture finanziate con fondi Fers e mai concluse nei tempi prestabiliti, con la conseguenza di perdere i fondi stessi e continuare i lavori negli edifici con somme aziendali, con possibili danni erariali, visto che se l’Asl avesse a disposizione le somme comunitarie per ultimare i lavori, non dovrebbe tirare soldi dalle casse proprie, che invece potrebbe destinare ad altro.

Ora la nomina della professionista fa pensare alla reale necessità della sua figura. Era necessario chiamare un componente esterno, da Bari, per gestire i fondi della comunità europea nell’azienda sanitaria leccese? Possibile che all’interno dell’Asl non ci sia nessuno in grado di farlo? Eppure nel bando di selezione hanno preso parte dei dipendenti dell’azienda sanitaria, la legge poi prevede che prima di pubblicare un bando aperto anche agli esterni, la pubblica amministrazione apra prima una selezione interna, proprio per evitare di pagare una persona in più, se c’è già chi può farlo da stipendiato, diversamente sarebbe un danno erariale.

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