Infermieri Precari: stabilizzare anche quelli fuori concorsone

Lotta al precariato. Le Asl pugliesi stanno preparando le procedure di stabilizzazione dei dipendenti a contratto determinato, secondo le direttive del decreto Madia. “Abbiamo mandato la lista dei beneficiari ai ministeri di economia e finanza e salute – ha detto Giancarlo Ruscitti, direttore del dipartimento regionale della salute – stiamo aspettando l’approvazione, che mi auguro arrivi presto.”
“Il plico – ha sottolineato il manager – é stato spedito a Roma 10 giorni fa. Si tratta di un esercito di 1700 persone da stabilizzare e che hanno maturato 36 mesi di servizio negli ultimi cinque anni, anche se hanno lavorato in asl diverse nel corso del tempo.”

“Naturalmente – ha notato Ruscitti – le Asl con maggiore carenza di personale, saranno più celeri a chiamare i precari rispetto a quelle con più organico, può quindi capitare che un lavoratore venga chiamato più velocemente dall’Asl di Foggia rispetto ad un collega che invece é chiamato dall’Asl di Lecce.”

Proprio nel capoluogo salentino cresce la preoccupazione. Il comitato degli infermieri precari, fa sapere tramite una nota, che ci sono oltre 200 dipendenti precari che non avendo partecipato al concorso bandito dall’Asl barese, temono di non essere presi in considerazione per l’eventuale stabilizzazione. Secondo il direttivo del comitato, le organizzazioni sindacali e i vertici della Regione stanno dando la priorità a coloro che hanno preso parte al concorso, accantonando tutti gli altri, compresi coloro che lavorano da dieci anni e più, con contratto a tempo determinato. Il comitato lancia un appello alle parti interessate: sindacati, Asl e Regione affinché vengano presi nella giusta considerazione anche quegli infermieri precari fuori dal concorso e che hanno comunque i requisiti previsti dalla legge per la stabilizzazione, che si vorrebbe avvenisse senza alcuna discriminante.

“L’Azienda barese ha spiegato Ruscitti – chiamerà sopratutto dalla graduatoria del concorsone bandito per i 199 posti, man mano la graduatoria scorrerà e chi sarà precario verrà stabilizzato, per poi continuare a scorrere regolarmente l’elenco.

Questo non significa – ha sottolineato Ruscitti – che saranno stabilizzati sono i partecipanti al concorso di Bari, qualunque procedura concorsuale varrà ai fini della stabilizzazione, come é scritto nel decreto ministeriale, quindi il concorso, l’avviso pubblico, anche la selezione per soli titoli. Non c’è poi alcuna direttiva regionale – ha assicurato Ruscitti – data alle Asl con criteri di priorità per stabilizzare una categoria piuttosto che un’altra, l’importante è avere i requisiti previsti dal decreto Madia. Anzi – aggiunge Ruscitti – la norma stabilisce che persino chi é in servizio e non ha ancora maturato i 36 mesi, avrà diritto ad essere stabilizzato non appena raggiunge i tre anni di lavoro. Proprio per questo, la Regione ha già fatto sapere ai ministeri competenti, che si vorrebbe costituire un secondo scaglione di lavoratori che raggiungeranno i 36 mesi a giugno e dicembre 2018, pronti per passare al contratto indeterminato.”

La Regione ha poi già presentato il fabbisogno del personale ai ministeri, i dipendenti che passeranno al contratto a tempo indeterminato, non rappresentano infatti nuove assunzioni, per questo c’é bisogno per la sanità pugliese di lavoratori in più. Negli ospedali della Puglia mancano all’appello 15 mila persone ed é stato presentato già il fabbisogno a Roma, in vista dei 25 milioni di euro risparmiati dalla spesa farmaceutica e certificati dall’AIFA. “Ci auguriamo di raddoppiare se non triplicare questa somma, per poterle re – investire e arrivare gradualmente a coprire tutte le carenze di organico”.- ha concluso Ruscitti.

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