Fecondazione eterologa: investire in formazione ed eseprienza

La fecondazione eterologa nei centri pubblici è almeno per ora, solo pura utopia. Ad affermarlo senza tante remore, il professor Lamberto Coppola, andrologo e direttore sanitario del centro medico biologico Tecnomed di Nardò e del centro Probios di Brindisi. Il professionista infatti, sottolinea come il grave problema legato alla mancanza di risorse economiche, renda difficile se non impossibile, garantire la fecondazione eterologa, senza alcuna spesa a carico della coppia. “Il trattamento costa – afferma il medico – e il governo Renzi non può permettersi di inserire la complessa prestazione medica, nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), garantendo ai cittadini in maniera gratuita.” Per uscire da questo impasse, il Ministro della salute Beatrice Lorenzin, ha previsto una spesa per il 2014, di dieci milioni di euro. Per l’istituzione del Registro Nazionale donatori era previsto uno stanziamento di quasi 700.000 euro per il 2014 e di altri 150.000 per il 2015. Fondi che secondo gli esperti della materia come il professor Coppola, non bastano sicuramente a garantire a tuti, ricchi e poveri, quella parità di diritti nell’accesso alle tecniche di fecondazione assistita, così come richiesto dalla Corte Costituzionale che ha chiaramente vietato ogni forma di discriminazione. Il rischio quindi è quello di compromettere la qualità della prestazione sanitaria.

Lamberto Coppola

Lamberto Coppola

Secondo il direttore sanitario dei centri Tecnomed e Probios, la maggior parte dei centri pubblici in Puglia, tranne alcune encomiabili eccezioni, sono infatti in carenza di personale, non solo, hanno tempi biblici per evadere le gare e rifornirsi delle necessarie attrezzature e non possono dedicare il tempo necessario ad attuare la prestazione con scienza, efficacia e in alcuni recenti casi con la necessaria esperienza nel settore. Per Lamberto Coppola è necessario bandire nuovi concorsi, reperire personale specializzato, meglio se con esperienza acquisita all’estero. Molti embriologi che dirigono i centri pubblici, non sono stati messi nelle condizioni di fare esperienza per un decennio di oscurantismo della legge italiana. Prima del 2004, anno in cui la Corte Costituzionale ha giudicato incostituzionale la legge 40, le tecniche di fecondazione eterologa era possibile solo nelle strutture private dove quindi, il personale ha potuto fare esperienza ultradecennale, maturando competenza. “Non è un caso –dichiara Lamberto Coppola- che nei centri privati, compaiono professionisti che hanno fatto la storia della procreazione medicalmente assistita a livello internazionale.”
In Puglia poi il centro Tecnomed è l’unico nel territorio regionale, ad avere la certificazione dal CECOS Italia.
L’altro problema, oltre alla carenza di personale specializzato, è come già detto, quello delle risorse economiche che sarebbero insufficienti secondo il direttore del centro neretino. I fondi che i ministro ha stanziato possono bastare forse solo per le regioni del nord, ma territori come la Puglia, che per anni non hanno avuto il bilancio in pareggio e sono appena usciti dal patto di stabilità, non sono in grado di sopperire alle spese. Si calcola infatti che le coppie che faranno domanda per la fecondazione eterologa, saranno in Italia circa 10 mila l’anno che con i 10 milia euro stanziati, potranno ricevere appena 1000 euro. Briciole, secondo Coppola, se si tiene conto che la coppia dovrà seguire un iter lungo e complesso, con costi ben al di sopra, se si vogliono fare bene le cose.

Scritto da

Roberta Grima

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