Farmaci: una guida per usarli correttamente

Il farmaco ha delle caratteristiche ben precise e una sua efficacia su specifiche indicazioni, delle quali bisogna tener conto. Ignorarle, significa rischiare conseguenze dannose alla propria salute. E’ bene quindi che il cittadino sia consapevole di cosa sia esattamente il farmaco e di come va usato, per questo non deve esitare a consultare il proprio farmacista in caso di dubbi sull’uso, il dosaggio e anche sulla conservazione.

Per quanto riguarda il dosaggio, va detto che solitamente il farmaco si muove in un margine di sicurezza, “dietro una pillola – spiega la dottoressa Anna Urso Ciullo della farmacia Montagna, sita a Lecce – ci sono studi e sperimentazioni scientifiche, che mirano al massimo dell’efficacia con il minor effetto collaterale possibile. Perciò, anche se un giorno ci si dimentica di assumere la propria medicina o se ne aumenta il dosaggio, non accade nulla di grave. Ciò detto, vanno però seguite le dosi giuste, indicate nella confezione o suggerite dal medico o dal farmacista.

Anna Ciullo Urso

Anna Ciullo Urso

“Meglio non assumere un farmaco al primo sintomo – dichiara la dottoressa – ma cercare di capire prima le cause del malessere, perché non sempre lo stesso sintomo si cura con il medesimo medicinale. E’ scorretto assumere regolarmente un antinfiammatorio ad ogni mal di testa, che potrebbe essere causato da forte stress, oppure da abuso di alcuni cibi, o da specifiche intolleranze alimentari o da additivi o da problemi digestivi, sinusite. Un approccio coretto sarebbe quello di far fare prima la diagnosi al medico. Così un mal di gola può richiedere un antiinfiammatorio, ma in alcuni casi un antibiotico, o ancora nulla perché si tratta di un semplice raffreddore. Quante volte invece soprattutto ai bambini, si somministra l’antibiotico anche quando non serve.
Attenzione poi alla conservazione. “Mai –avverte la dottoressa Urso Ciullo – esporre un medicinale al sole o a fonti di calore. Un errore frequente è quello di tenere a portata di mano la pastiglia del mal di testa in macchina. Non c‘è cosa più errata, perché la confezione riscaldandosi, sviluppa sostanze dannose. Così una pessima abitudine, é quella di sconfezionare i farmaci. “E’ facile creare confusione – dice la farmacista – e diventa complicato risalire al medicinale giusto per la corretta terapia.”

scadenza

Inoltre, se il farmaco è fuori dalla scatola, risulta difficile anche stabilire la data di scadenza. Quest’ultima non va confusa con il numero del lotto, che di solito è un codice numerico a 4 cifre. La scadenza invece viene stabilita dalla legge per tipologia di farmaco, non per singolo medicinale. Sforare i termini d’utilizzo, può comportare una minore efficacia terapeutica, “se però – aggiunge la dottoressa – si usa un farmaco scaduto da molto tempo, il rischio è quello di avere danni anche se non immediatamente avvertibili. Occorre il buon senso e capire che meglio si conserva una medicina, minori saranno gli eventuali danni provocati, anche a scadenza superata.” Se la confezione è tenuta al buio, chiusa, senza esporla a contatto con tante mani diverse per esempio, allora è più rara un’eventuale contaminazione, che si verifica facilmente, se la pomata, la pillola, o qualsiasi altro medicinale, è fuori dalla confezione e viene a contatto con altre superfici o con mani non sempre lavate.
Sciroppo, pomata, creme, possono rimanere nella confezione, purché si conservi correttamente. “Le compresse – avverte Anna Urso Ciullo – se in flacone, (come alcuni farmaci per la pressione, fermenti lattici e disinfettanti intestinali, molti integratori e gran parte dei multivitaminici, compresse masticabili antiacido, omega3, blandi lassativi ed anche alcuni farmaci per il Parkinson e l’Epilessia), si consiglia di consumarle entro sei mesi dall’apertura, perché una volta aperte le confezioni, c’è sempre il rischio di una contaminazione per il contatto con l’umidità dell’aria e con le nostre mani.

blister pillole

Se le pastiglie sono nei classici blister, si possono tenere sino al termine della scadenza, se conservate nella confezione originale e al riparo da luce e calore.
Particolare attenzione alle boccette contagocce di facile contaminazione e infatti stanno gradualmente sparendo dal mercato. Un altro rischio viene dal barattolo di granulati (sono soprattutto alcuni lassativi), che lasciato aperto o all’umido, è facile che venga contaminato, sviluppando la muffa e danneggiando il granulato stesso che si trova anche in busta. Anche quest’altra tipologia di confezionamento però, va usata correttamente, lontana dal calore per un massimo di 5 giorni di conservazione dall’apertura.
Le pomate invece devono essere chiuse al beccuccio che va tenuto pulito, perché più esposto al contatto esterno e ad un’eventuale contaminazione. Il tubetto in questo caso si può tenere da sei mesi ad un anno per pomate con antibiotico, antimicotico o cortisone. Colliri e pomate oftalmiche invece, hanno in genere ben scritto il periodo di validità dall’apertura, sul foglietto illustrativo, che va da 15-20 giorni a un massimo di un mese, raramente due mesi.
Per gli sciroppi in flacone occorre ricordare che, per quanto riguarda gli antibiotici, spesso è specificato di conservarli in frigo per massimo 7 giorni, per gli altri (fluidificanti e sedativi tosse, paracetamolo, multivitaminici, coadiuvanti il transito intestinale o protettivi della mucosa gastrica) è possibile una conservazione per sei mesi, massimo un anno, perché contengono conservanti e non necessitano di essere riposti in frigorifero. In altri casi invece é importante conservare in frigorifero (la scatola del prodotto recherà impresso tra 2 e 8 gradi ). E’ il caso di colliri e pomate oftalmiche, fermenti lattici, multivitaminici, soluzioni antibiotiche, vaccini per bocca e iniettabili (es tifo, colera, influenza, tetano). Alcuni dei cosiddetti “farmaci PHT” ovvero distribuiti per conto ASL (in particolare antineoplastici ed immunomodulatori).

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7 Commenti to “Farmaci: una guida per usarli correttamente”

  1. Giulia ha detto:

    Salve dottoressa, sto somministrando per due volte al giorno mezza pastiglia di allopurinolo al mio cane e volevo sapere se per facilitare il lavoro potevo aprire tutti i blister, tagliare a metà le pastiglie e metterle in un contenitore in modo da risultare più pratico. La cura la dovrà fare per 6 mesi

  2. Giada ha detto:

    Buongiorno dottoressa ho un dubbio che vorrei sottoporle. Sono incinta di quasi tre mesi e dal primo mese assumo un ovulo di progesterone al giorno. Ora le chiedo questo: a volte capita che quando estraggo la capsula dal blister ( perfettamente conservato) questa non cade da sola ma rimane leggermente attaccata alla parte interna dell’involucro di alluminio e quindi sono costretta a staccarla io è noto che sull’involucro rimane una leggera patina dovuta al fatto che la capsula si era leggermente attaccata, ma la capsula e’ intatta nella forma e nel colore. Ora mi chiedo è possibile che le particelle di alluminio del blister possano in qualche modo contaminare l’ovulo o rimanevi attaccate anche se non sono visibili a occhio nudo? Lo so che questa domanda le sembrerà sciocca e che posso apparire paranoica ma in questo delicato periodo in cui devo stare attenta a tutto vedo pericoli in ogni cosa. La ringrazio fin d’ora se vorrà chiarire il mio dubbio.

    • Roberta Grima ha detto:

      Cara signora intanto auguri per la sua gravidanza, le consiglio di contattare un ginecologo per il suo dubbio, anche se personalmente non penso ci siano problemi, ma é più corretto parlarne con uno specialista io, sebbene mi occupi di sanità, resto sempre una giornalista, se ha bisogno di qualche riferimento glielo posso inviare in privato

  3. Sonia ha detto:

    Buongiorno dottoressa vorrei farle una domanda. Ieri sera ho dimenticato il bromazepam gocce aperto… È rimasto per tutta la notte 9 ore all circa… e stamane accorgendomene l ho richiuso… Si può utilizzare? Oppure il prodotto si è alterato perdendo così i principi attivi? Grazie per l ascolto

    • Roberta Grima ha detto:

      Buonasera ho chiesto al medico di fiducia e mi ha rifierito che non dovrebbe alterarsi.
      Il timore perché questo accada, vale per quei medicinali che devono essere conservati in frigorifero, ma il bromazepam non ha questo tipo di problema e anche se è riamsto aperto per 9 ore non corre alcun pericolo di alterarsi

      • Sonia ha detto:

        Grazie mille per la sua risposta… Lo Assumo perché ho dolori alla testa continui.. Ne soffro sin da piccolina ma ora si sono intensificati e il mio medico di base mi ha prescritto il bromazepam rilassare la muscolatura così ha detto che il mio mal di Testa con fitte alle tempie e pressione sul cranio sia dovuto xla mia tensione.. Comunque sia miglioramenti non ne vedo…sono 4giorni che lo. Assumo 10 gocce 3volte al giorno… Prescritto x 10giorni..da oggi ho iniziato a diminuire la dose non vorrei abituarmi…anche perché questa è alla muscolo te si a come ha detto il mio medico, non passa con i farmaci da banco…

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