Poliambualtorio Martano, l’Asl nega gli atti alla deputata Giannone

Nessuna risposta da parte dell’Asl alla deputata pentastellata Veronica Giannone, che aveva fatto richiesta di accesso agli atti all’azienda sanitaria di Lecce, per verificare lo stato dei lavori nel poliambulatorio di Martano.

La parlamentare a metà aprile, aveva fatto un sopralluogo nella struttura sanitaria, a seguito di alcune segnalazioni sui lavori mai ultimati nell’edificio e finanziati da fondi europei. Per l’esattezza, tramite delibera di giunta regionale del 20 ottobre del 2009, l’Asl salentina ottenne 4 milioni di euro dai fondi fers della comunità europea per il periodo 2007 – 2013, per potenziare il poliambulatorio di Martano esistente, mettendolo a norma e trasferendo i servizi 118, sert, guardia medica, dialisi, in un nuovo plesso di proprietà, visto che a tutt’oggi sono dislocati in altri edifici dove l’Asl paga un fitto pari a circa 20 mila euro annui. Il potenziamento del poliambulatorio, mirava proprio a trasferire i servizi dislocati, per evitare di pagare ancora per altri anni la retta di locazione con soldi pubblici. Si trattava quindi di ricavare spazi necessari e adeguarli alla normativa sulla sicurezza antincendio e antisismica, rendendoli agibili, con i servizi funzionanti, oltre ad adeguare alle normative anche il plesso già esistente che risulterebbe inagibile.

I lavori sarebbero dovuti terminare nel dicembre 2015, grazie ad una proroga ottenuta, ma nonostante ciò, la dialisi non é funzionante, come il 118, il sert e la guardia medica che restano dove erano con il pagamento dell’affitto da parte dell’Azienda sanitaria. Viene il dubbio che il finanziamento europeo sarebbe stato perso per non aver rispettato la tempistica prevista, stando a quanto scritto dall’ufficio di programmazione sociale della Regione Puglia, che con una nota avverte che: “entro il 31 dicembre 2015, devono essere sostenuti e inseriti nel sistema informatico MIR WEB, tutti i pagamenti relativi al progetto finanziato, nel caso in cui non venisse rispettato il termine indicato, le ulteriori spese necessarie a portare avanti il progetto saranno a carico dell’Asl che dovrà garantire la buona riuscita dell’investimento. Se la garanzia chiesta – si legge ancora nella comunicazione regionale – dovesse venir meno, il progetto sarà interamente revocato con richiesta di restituzione delle somme già erogate.” Quindi verrebbe da pensare che i lavori previsti e ancora da fare, non potranno essere pagati che con fondi propri cioè dell’Asl, perché la comunità europea avrebbe revocato le somme stanziate, salvo poi l’Asl chiedere nuovi finanziamenti, 7 milioni di euro di fondi fers relativi al 2014 – 2020, dove sono inserite tra le voci di spesa l’adeguamento alle norme antisismica e antincendio del poliambulatorio di Martano, adeguamento impiantistico e strutturale dell’edificio, potenziamento della dialisi di Martano, tutte opere che sarebbero già dovute essere funzionanti a dicembre 2015, con i vecchi fers e che invece troviamo deliberati nella delibera del 12 aprile scorso, dove il direttore Narracci, dà il via alle opere di adeguamento del vecchio poliambulatorio e alla realizzazione degli spazi necessari a quei servizi dislocati in altri edifici in affitto.

Attualmente invece c’é un poliambulatorio vecchio non a norma, dove è stato collocato per esempio il nuovo mammografo per lo screening mammografico e un plesso nuovo, anche questo inagibile, con lavori mal fatti.

Gli stessi vigili del fuoco a luglio scorso dichiararono inaccettabile la scia richiesta dall’Asl perché quanto realizzato non corrisponderebbe a quanto presentato nel progetto originale. I vigili invitarono infatti l’Asl a presentare un nuovo progetto e quindi una nuova domanda di inizio attività corrispondente a quanto realizzato, ma l’azienda a distanza di quasi un anno presenta una nuova scia, senza però presentare un nuovo progetto corrispondente alla realtà, motivo per cui l’autorizzazione richiesta al comando dei vigli del fuoco viene respinta.

Ad accorgersi che a Martano qualcosa non andava per il verso giusto fu la dottoressa Silvana Melli, tanto da vedersi costretta a nominare una commissione esterna di “legalità e trasparenza”, che facesse chiarezza sullo stato dell’arte della struttura di Martano e non solo. Quanto riscontrato è lo stesso che già emerse con il sopralluogo dei pompieri: la realtà non corrispondeva alla carta, ovvero alle planimetrie e al progetto originale

Nel frattempo nell’edificio nuovo appena realizzato si vedono i primi nei, riscontrati anche dall’onorevole Veronica Giannone nel suo sopralluogo: infiltrazioni di acqua negli ambienti, attraverso infissi mal messi, dal solaio, cabine enel nuove poste direttamente sul suolo, un tubo discarico di acque bianche che si riversa nel terreno di un privato. L’Asl cerca di giustificare, spiegando che la nuova ala del Poliambulatorio di Martano è una struttura adeguata, moderna e tra le poche ad essere a norma dal punto di vista antisismico. E a breve, potrà offrire un completo ventaglio di servizi sanitari che rappresentano un indubbio progresso per la comunità.

La questione di Martano e dei relativi finanziamenti é approdata sulla scrivania di Emiliano, che il prossimo 28 maggio sarà nel Salento per controllare di persona alcuni cantieri dell’Asl tra cui il DEA del Fazzi e il poliambulatorio di Martano. Chissà se il presidente riuscirà a capire perché l’Asl non ha realizzato i lavori previsti nel progetto originale entro i tempi stabiliti (dicembre 2015), perdendo circa 400 mila euro.

«Non c’è alcuna difficoltà – spiega il direttore generale Ottavio Narracci – a riconoscere che l’iter tecnico -amministrativo di questa opera abbia presentato delle criticità, peraltro riconducibili alla scheda di programmazione del precedente Programma Operativo 2007-2013, la quale non aveva previsto l’acquisto delle tecnologie diagnostiche necessarie per completare l’opera. Tutto questo ha generato delle inevitabili
conseguenze, tra cui l’impossibilità di ultimare la strttura per come essa doveva essere completata, consegnando questo compito alla gestione del nuovo Piano Operativo 2014-2020. Va da sé che si sta approfondendo l’intera vicenda, in modo da verificare le diverse responsabilità nei vari passaggi tecnici e amministrativi». «Riguardo ai tempi di ultimazione – assicura Narracci – posso anticipare che i tecnici prevedono che per il prossimo mese di
settembre sia la Radiodiagnostica sia il nuovo Centro Dialisi, saranno completati e operativi, per cui tutto il Poliambulatorio sarà pienamente in attività».

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