Echolight, come la densitometria ossea si rinnova

E’ un’invenzione tutta italiana del CNR, che risale a qualche anno fa e che vede il prezioso contributo dell’università di Lecce, in particolare dell’istituto di fisiologia, si tratta della nuova metodica per la diagnosi di osteoporosi ormai diffusa da qualche anno nei centri italiani e adesso anche nel Salento, dove é possibile sottoporsi ad un’ecografia alla colonna vertebrale o al femore, per misurare la densità ossea in quelli che sono i punti più a rischio di frattura. Dunque non un’ecografia tradizionale che restituisce l’immagine dell’area interessata, ma una densitometria tramite ultrasuoni, ovvero sistema ecografico che oltre all’immagine é in grado di misurare la densità ossea.

Sino a pochi anni fa, l’ecografia su tessuti ossei era possibile solo sul calcagno e la falange, due aree che difficilmente vengono interessate da fratture, con la nuova scoperta che rende orgogliosa la sanità italiana, si può eseguire l’esame densitometrico con ultrasuoni, anche sulle vertebre, anca e femore, con la possibilità per il medico, di avere una maggiore e più precisa correlazione tra densità ossea misurata e possibile frattura in quelle che sono le aree più colpite.

Questo tipo di esame ad ultrasuoni, non solo non é invasivo per il paziente perché privo di radiazioni, ma permette di prevenire e avere informazioni più precise sulla presenza di osteoporosi, presente di solito, non soltanto nelle donne dopo la menopausa, ma anche negli uomini, sebbene non sono così controllati come le donne. L’osteoporosi infatti può essere determinata da altre malattie o terapie che un uomo fa per lungo tempo, con l’effetto di un indebolimento del tessuto osseo. E’ il caso del tumore alla prostata, molto diffuso negli uomini, che se da un lato viene individuato precocemente grazie all’esame del PSA, riducendo quindi la mortalità, dall’altro però la terapia anti ormonale che viene somministrata in caso di tumore alla prostata, provoca l’insorgenza di osteoporosi.

E’ importante in questi casi di osteoporosi secondaria, inserire insieme alla terapia per il cancro alla prostata, anche quei farmaci che prevengono l’indebolimento delle ossa, proprio per non arrivare a danneggiarle. Poichè il tessuto osseo viene colpito in fase tardiva della malattia neoplastica, nel corso della terapia antitumorale, c’é il tempo di curare anche le ossa. Si evita così di sconfiggere il cancro, con il risultato però di avere le ossa seriamente compromesse. Gli urologi consigliano anche di controllare il livello di testosterone, perché un abbassamento dell’ormone, può rappresentare un campanello di allarme per altre patologie, tra cui l’osteoporosi, ma non solo.

E’ importante sottolineare che con questa nuova metodica echolight, la misurazione é altamente attendibile perché il margine di errore é vicino a zero, visto che il processo di misurazione della densità ossea e la qualità dell’osso é automatico, una volta acquisita l’immagine con tutti i dati di riferimento. La tecnica è stata inoltre pensata per focalizzarsi solo sull’area ossea presa in esame, senza condizionamenti dati dalla presenza dei tessuti che potrebbero alterare le informazioni.

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