Disturbi anali, pelvici e rettali. Se ne parla poco, ma sono tanto diffusi

Se ne parla poco, un pò per imbarazzo, un pò per mancanza di riferimenti, eppure sono in tanti ad avere problemi legati al pavimento pelvico, (in particolare le donne), ad accusare dolori o infiammazioni anali, a convivere con disturbi che riducono la qualità della vita, come per esempio le emorroidi, ma anche ad ammalarsi di malattie gravi a livello del colon – retto.

Nasce così l’idea di organizzare un corso scientifico sulla proctoperineologia, ovvero sulla nuova branca medica che studia tutte le problematiche e le malattie del pavimento pelvico, del colon – retto e dell’ano, spaziando dal primo step che è quello del medico curante, sino alla fase più avanzata con diagnosi e terapia farmacologica e chirurgica dello specialista. L’evento formativo, che si svolgerà per tutta la giornata del 21 aprile a partire dalle 8.30, presso il Centro Sant’Anna di Lizzanello, è organizzato dal dottor Cosimo Riccardo Scarpa dell’ospedale universitario di Ginevra, con lui a coordinare il corso il professor Bruno Roche responsabile dell’unita’ di Colonproctologia dell’ Universita’ di Ginevra.

“Nella prima parte del corso – spiega il dottor Scarpa – si affronteranno disturbi quali le fistole, le ragadi con relative soluzioni, é prevista anche una relazione sulle urgenze protoclogiche. Nella sessione pomeridiana invece si porrà attenzione sull’incontinenza anale, diagnosi e terapia e il prolasso rettale.

Secondo l’organizzazione mondiale della sanità – sottolinea il dottor Scarpa – il 10% della popolazione sotto i 60 anni soffre di incontinenza anale, la percentuale sale al 20% con l’aumentare dell’età ovvero gli ultra 70enni, a soffrirne sono soprattutto gli uomini. Affrontare questo disturbo, significa per loro, migliorare la qualità della vita, evitando che si arrivi ad usare il pannolone.
Le cause di questo disturbo possono essere diverse – aggiunge lo specialista – anche di tipo traumatico o neurologico, penso per esempio a pazienti paraplegici o chi non ha un controllo a livello neurologico dello sfintere. In questi casi si interviene con un sistema di neuromodulazione, ovvero con degli elettrodi all’osso sacro per stimolare il processo fisiologico, una procedura poca usata in Italia, ma molto diffusa all’estero.

Quanto alle donne sono quelle più colpite da problemi al pavimento pelvico. Spesso i disturbi derivano da parti traumatici. Oggi si partoriscono bambini grossi rispetto al passato, quando i nascituri avevano un peso tra i 2 e i 3 chili. Attualmente nei parti si superano questi numeri e un nascituro grosso può, a distanza di anni, provocare incontinenza anale all’età avanzata della donna, tra i 50 e i 60 anni, oltre a determinare disturbi al pavimento pelvico. In quest’ultimo caso si interviene di solito con la fisioterapia ad hoc, nei casi più gravi chirurgicamente per poi sottoporre la donna alla riabilitazione pelvica. Purtroppo nel Salento – aggiunge il dottor Scarpa – non ci sono molti centri attrezzati per questo tipo di riabilitazione che, se fatta subito dopo il parto, può aiutare a prevenire disturbi alla pelvi e a livello anale.”

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