Un punto nascita a Nardò, lo dice il sindaco, ma la Regione smentisce

Un punto nascita a Nardò, lo dice il sindaco, ma la Regione smentisce

Se fosse vero darebbe non poco da pensare. La notizia diffusa dall’amministrazione comunale di Nardò, riguardo la possibilità di un punto nascita privato convenzionato, su territorio neretino, ha fatto discutere anche ieri sera, durante una manifestazione politica, alla quale ha preso parte il consigliere regionale di sinistra italiana Cosimo Borraccino che é intervenuto sull’argomento, dichiarando la volontà di chiedere immediatamente spiegazioni alla Regione. E in effetti così è stato, perchè il consigliere ha già inviato un’email via pec al direttore del dipartimento della salute pugliese, Giancarlo Ruscitti. In attesa di una risposta ufficiale però, il consigliere sembra sia stato già tranquillizzato dal presidente Emiliano sulla inattendibilità della notizia.

Un fatto però è certo: il comune di Nardò ha venduto per un milione e 630mila euro, l’ex gerontocomio, sito in via Aldo Moro 87, alla ditta De Nuzzo Costruzioni srl e Todisco. A darne notizia lo stesso sindaco Pippi Mellone sulla sua pagina facebook e tramite manifesti murali. Sergio De Nuzzo così come Fiorvante Todisco, sono gli imprenditori che si sono già interessati di far rinascere l’hotel Riviera di Nardò e sarebbero adesso pronti per dare nuova vita all’ex gerontocomio.

Questo infatti, dovrebbe diventare un complesso attrezzato di servizi socio sanitari quali: residenza protetta per anziani, centro per disabili non autosufficienti ai quali vengono a mancare le persone che li accudisce, infine un punto nascita. Proprio così, un punto nascita convenzionato, se così fosse la chiusura dell’ostetricia di Copertino, assumerebbe un significato: chiudere un servizio pubblico ospedaliero, che darebbe fastidio al privato nelle immediate vicinanze.

Su questo punto è intervenuta sinistra italiana con Cosimo Borraccino che, alla manifestazione di ieri sera, ha dichiarato tutto il suo disappunto verso una scelta che, se fosse veritiera, sarebbe gravissima. “Ho scritto subito alla Regione per chiedere delucidazioni in merito – ha detto Borraccino – istituire un punto nascita non é uno scherzo, occorrono molte risorse finanziarie per attrezzarlo affinchè sia sicuro per le partorienti e i nascituri. “E’ bene conoscere prima se ci sarebbero le condizioni per realizzare simili strutture convenzionate – dice ancora Borraccino – che lo ricordiamo devono essere corredate da altri servizi imprescindibili per un Punto Nascita come la Rianimazione. Attendiamo risposta dal Capo Dipartimento su una vicenda che appare abbastanza raffazzonata!”

Ciò che sarebbe previsto sarebbe: una sala parto, due sale travaglio, personale, sei posti letto con bagno riservato, una sala soggiorno, reception, ambulatori medici, incubatrice, nursey. Uno cosa del genere sarebbe una “follia”- come asserisce Borraccino – anche alla luce della chiusura dei punti nascita di Casarano e Copertino, la Regione non può poi consentire l’apertura di un punto nascita privato convenzionato.”

Sta di fatto che, leggendo quanto diffuso dal sindaco neretino, l’ex gerontocomio sarebbe posto su tre livelli: al piano terra il “Dopo di noi” consterebbe di otto camere di degenza con bagno privato, più altri due, per un totale di dieci posti letto. Al primo piano invece si dovrebbero collocare otto posti letto più due in un’ala e 12 nell’altra, per un totale di 32 posti complessivi destinati sempre al “Dopo di noi”. Al secondo piano invece, ci saranno 19 posti di degenza con cucinino, lavanderia, spazi comuni e in un’altra ala, sempre del secondo piano, il punto nascita.

1800 metri quadrati distribuiti su tre livelli e un seminterrato, – come si legge in un comunicato stampa del sindaco Mellone -che si dice particolarmente orgoglioso dell’eventuale punto nascita, perchè sarebbe un voler restituire ai neretini, la possibilità di tornare a nascere a Nardò

Roberta Grima
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