Consiglio sanitario pugliese: nomine sindacali, per l’ordine di Lecce un’occasione persa

Orgoglio della Puglia, il consiglio regionale della sanità, appena insediatosi, unico esempio del genere in Italia, dopo quello della Toscana, non può che rappresentare una risorsa preziosa, in un momento storico in cui la sanità pugliese richiede un “restyling”, soprattutto nell’organizzazione e gestione dei servizi. L’istituzione di tale organismo nasce dalla volontà della Regione – si legge nel testo normativo, (legge regionale n°4 del 29 marzo 2016) – di coinvolgere tutte quelle figure professionali e tecniche del servizio sanitario regionale, quali interlocutori qualificati, nelle procedure decisionali, al fine di contribuire ad assicurare scelte responsabili e consapevoli di promozione e tutela della salute.” Un’ istituzione importante dunque, quello del consiglio sanitario regionale, capace di dare le “dritte” alla politica in materia sanitaria, per la salute della collettività, grazie proprio alle linee guida e ai suggerimenti degli esperti nominati.

Tra i membri che compongono l’assemblea, nove medici, dei quali cinque di medicina territoriale e quattro provenienti dalla realtà ospedaliera, uno di questi da un nosocomio privato. I professionisti, é scritto nella legge regionale n°4 del 29 marzo 2016, vengono designati dai presidenti degli ordini professionali delle sei province, convocati dal presidente dell’ordine dei medici del capoluogo pugliese.

Da quanto appreso dal dottor Donato De Giorgi, presidente dell’ordine di Lecce, la scelta dei nove, sarebbe frutto di nomine sindacali, un criterio adottato dal presidente dell’ordine dei medici di Bari che avrebbe raccolto dai sindacalisti, le indicazioni dei candidati, per poi proporli agli altri presidenti degli ordini professionali. “Non si é però tenuto conto – afferma il dottor De Giorgi – che al momento dell’insediamento dell’assemblea, ci sarebbero stati nuovi direttivi all’interno degli ordini professionali, cambiando gli equilibri. Così é accaduto che gli attuali presidenti degli ordini dei medici, si sono seduti al consiglio sanitario regionale, accanto a colleghi che nelle ultime votazioni sono stati sconfitti, non essendo stati riconfermati dalla maggioranza della classe medica, nelle ultime votazioni.

In effetti sembra che i nove medici eletti, siano stati designati circa 2 anni fa, per insediarsi pochi giorni addietro e scadere tra sei mesi, visto che la carica ha una durata di tre anni.

Diventa così difficile lavorare bene all’interno dell’assemblea, che appare agli occhi di qualcuno, una spartizione di poltrone tra sigle sindacali, il che non sarebbe nello spirito della legge, da qui anche la perplessità dell’ordine di Lecce.

Pres. Donato De Giorgi

Il clima é già tesissimo, in previsione anche della designazione dell’ufficio di presidenza del consiglio sanitario pugliese, i conflitti rischiano di far perdere un’occasione unica per la classe medica: diventare interlocutore diretto della politica, nelle decisioni mediche – sanitarie

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