Cardiologia di Scorrano, un reparto da potenziare

C’é fermento al “Delli Ponti” di Scorrano, dove si sta lavorando per portare il nosocomio all’altezza di quella che dovrà essere una struttura sanitaria di primo livello. Tra gli ordini del giorno da affrontare nell’agenda 2018, la terapia intensiva cardiologica, indispensabile per un ospedale di primo livello, che dovrà diventare un punto SPOKE nella rete dell’assistenza cardiologica, che prevede un centro di riferimento di alta complessità che é il “Fazzi” e una serie di reparti a minor complessità, ma altrettanto vitali per il buon funzionamento dell’assistenza sanitaria cardiologica, detti appunto SPOKE. Uno di questi è proprio Scorrano, che avrà quindi il ruolo di offrire un servizio di terapia intensiva cardiologica, alleggerendo quella di Lecce (HUB) dai casi meno complicati.

Attualmente l’UTIC dispone di 8 posti letto, a questi se ne aggiungono altrettanti nel reparto di degenza ordinaria, ma in funzione del piano di riordino che ha classificato il “Delli Ponti” ospedale di primo livello, il reparto dovrebbe mantenere gli 8 posti in UTIC e portare a 14 quelli di degenza. Tradotto significa più personale per seguire i pazienti con un’equipe dedicata alla terapia intensiva, visto che si tratta di una branca ad alta intensità di cure.

Non solo personale per essere a pieno regime, in previsione di quello che dovrà essere il ruolo di Scorrano nella rete ospedaliera, serve anche un potenziamento della tecnologia, anche con pochi sforzi come é già stato fatto per il teleconsulto con la cardiochirurgia del “Vito Fazzi” di Lecce. dall’ambulatorio cardiologico del “Delli Ponti” l’ecografista può chiedere un parere di secondo livello al collega di Lecce, sopratutto se si sospetta la necessità dell’intervento chirurgico.

Lo stesso collegamento tra l’ambulatorio di ecografia cardiologica di Scorrano e quello di Lecce, si potrebbe ottenere con poco tra lo stesso reparto cardiologico di Scorrano e il pronto soccorso del “Delli Ponti”, significherebbe ridurre drasticamente le attese, gestire meglio il paziente, evitare di accompagnare il paziente dal pronto soccorso al reparto, utilizzando infermieri preziosi per l’attività di emergenza.

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