Assegno di cura, va pagato in continuità.

Assegni di cura in continuità, ovvero la Regione Puglia dovrà pagare i 1100 euro al mese per tutto il 2017, a tutte quelle persone ammalate e in gravissime condizioni di non autosufficienza, che si sono viste sospeso l’assegno dal 14 luglio 2017.

Per effetto della sentenza di venerdì scorso del Consiglio di Stato, il governo pugliese dovrà distribuire l’assegno di cura a tutti senza alcuna discriminazione, purché in gravi condizioni di non autosufficienza, per tutto l’anno 2017, ovvero in continuità.

Una vittoria per quelle persone che, pur essendo in uno stato di grave non autosufficienza, non erano state riconosciute alla stessa stregua di chi soffre di SLA e SMA.

Ma andiamo con ordine: nel 2014, l’assessorato regionale al welfare, riconosceva agli ammalati di SLA e SMA un assegno di 1100 euro mensili per l’assistenza socio sanitaria, mentre chi era affetto da altre malattie, pur trovandosi in condizioni simili di grave non autosufficienza, percepiva 600 euro al mese. Una discriminante che provocò un contenzioso contro la Regione, da parte di decine di famiglie in difesa dei loro cari da assistere, che hanno visto poi annullato il provvedimento del governo pugliese, con le sentenze del tribunale amministrativo, ottenendo quindi una prima vittoria con un trattamento uguale anche se in presenza di patologie diverse, ma a pari indice di gravità (indice Barthel oltre i 90 punti).

Visti i 1100 euro che sarebbero dovuti arrivare quindi ad una platea più estesa, la Regione decide di ridurre la durata di tempo del supporto economico, ma solo per chi aveva malattie affini alla SLA E SMA, perché chi soffriva di queste patologie percepiva l’assegno per 24 mesi, mentre gli altri per 18, il che provocò un altra discriminante con conseguente ricorso.

“La Regione – dice l’avvocato Stefano Miglietta, legale di una decina di famiglie, insieme alla collega Fiorella D’ettorre – si è vista sospendere dal tribunale amministrativo, il provvedimento discriminante.” Da qui la decisione del governo pugliese che con una delibera del 2016 interrompe a tutte le persone ammalate, il pagamento dell’assegno di cura, era il 14 luglio 2017, nelle more di pubblicare un nuovo bando e fare una nuova ricognizione dei beneficiari nelle varie Asl pugliesi. La ricognizione, con la relativa graduatoria dei destinatari dell’assegno di cura, sarebbe dovuta essere definita ad ottobre del 2017, ma tutt’ora manca la pubblicazione di un elenco e le Asl sono impegnate a stilare quello definitivo, per cui le aziende stanno versando l’assegno di cura man mano che vengono esaminate le domande in funzione dei nuovi criteri di assegnazione.

Con la sentenza di venerdì, il Consiglio di Stato ha di fatto confermato quanto sentenziato dal Tar, per cui le persone con malattie gravemente invalidanti, da renderle non autosufficienti, dovranno percepire i 1100 euro da quando sono state emesse le schede di valutazione, sino ai 24 mesi (sino al 2016) e anche oltre, visto che ci sono già persone con SLA e SMA che continuano a percepire l’assegno di cura in continuità e ogni trattamento diverso sarebbe discriminante, motivo per cui .

Scritto da

La riproduzione di questo articolo è riservata.

Non è presente nessun commento.

Invia una risposta