Assegni di cura, le Asl pronte per le valutazioni mediche

Un problema di portata regionale quello riguardante gli assegni di cura, sospesi dal 14 luglio scorso per gli ammalati di SLA e SMA, da oltre un anno per tutti gli altri non autosufficienti.
Mercoledì scorso l’assessore pugliese al welfare Salvatore Ruggeri, ha convocato tutti i direttori delle Asl e i responsabili del procedimento per fare il punto della situazione in Puglia. Quello che emerso é intanto la mole di domande, circa 9000 i richiedenti l’assegno di cura che è pari a 1000 euro mensili. Una somma che diventa onerosa su una platea vasta come quella pugliese, tant’è che già l’anno scorso all’epoca del compianto assessore Salvatore Negro, si parlava di una coperta troppo corta per cui la Regione si vedeva costretta a due alternative: ridurre il numero dei destinatari lasciando l’importo invariato o abbassare la somma di 1000 euro mensili, per poter dare a tutti l’assegno.

“Bisogna capire la portata degli aventi diritto – ha dichiarato l’assessore Salvatore Ruggeri, che a distanza di tempo ha voluto riprendere le fila della questione – e controllare se effettivamente tutti coloro che hanno fatto domanda hanno i requisti previsti dalla legge e quindi siano realmente destinatari del supporto economico”, solo dopo si può pensare a come dare l’assegno: se usare il criterio del reddito, dando la priorità a chi ha una situazione economica fragile, senza per questo voler escludere le famiglie con reddito più alto eppure aventi diritto l’assegno di cura, oppure distribuire l’importo senza tener conto dell’aspetto economico.

La Regione aveva chiesto mesi addietro alle Asl, un resoconto del numero di coloro che hanno fatto richiesta, resoconto che però ancora non é presente sul tavolo regionale. “Stiamo completano le verifiche amministrative” – ha detto la direttrice amministrativa dell’asl di Brindisi, Caterina Diodicibus, stessa cosa a Lecce e un pò in tutte le Asl, dove il controllo dei requisiti dal punto di vista amministrativo è oramai in dirittura d’arrivo, con l’accertamento del possesso dell’invalidità di accompagnamento, requisito fondamentale per richiedere l’assegno di cura. Dopodicché si passerà al secondo step, ovvero il controllo medico, le UVM, ossia le unità di valutazione medica dovranno accertare la gravità della malattia a tal punto da rendere non autosufficiente la persona che ne é affetta e che avrebbe diritto all’assegno di cura. Quest’ultimo infatti viene destinato solo a chi per malattia, ha una grave o gravissima non autosufficienza delle proprie funzioni vitali.

Questo secondo step non sarà semplicissimo, solo nell’Asl leccese, si dovranno controllare e visitare 2500 persone, molte delle quali a domicilio. La difficoltà non è solo nella mole di casi da verificare, ma anche nel riunire le diverse figure di specialisti che compongono l’UVM, già molto oberati di lavoro – dichiara la direttrice Diodicibus – certo tutto sarà commisurato alle dimensioni dell’azienda sanitaria, è chiaro che una Asl grande come Bari e Lecce avranno maggiori casi da valutare. I tempi ancora non si conoscono, ma c’è l’impegno dei direttori delle Asl a sollecitare i direttori dei distretti e quindi le UVM ad avviare più velocemente possibile le valutazioni sanitarie.

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