Assegni di cura al palo, se ne parla mercoledì

L’assessore al welfare della Regione Puglia, Salvatore Ruggeri, ha convocato mercoledì tutti i direttori generali delle Asl e i responsabili di procedimento (RUP) per discutere degli assegni di cura bloccati dall’estate scorsa, con i disagi che ne conseguono per tanti pugliesi non autosufficienti. Si tratta di persone ammalate di SLA e di SMA, malattie che obbligano oltre 200 pugliesi, ad essere allettati, tracheostomizzati o ancora costretti alla respirazione artificiale, persone queste, che da sei mesi non percepiscono sussidio dalla Regione, necessario per pagare l’assistenza e le cure a domicilio.

Sul caso è intervenuto anche il consigliere regionale Cosimo Borraccino di sinistra italiana che ha sollecitato il governo di Emiliano ad intervenire in fretta, visto anche l’incremento di risorse destinate alla non autosufficienza, approvato nell’ultimo bilancio a fine anno 2017, proprio con un emendamento dello stesso consigliere.

Ma non ci sono soltanto gli ammalati di SLA e SMA, sono tante le malattie neuro degenerative affini, altrettanto gravi da rendere non autosufficienti coloro che ne sono colpiti e che per questo, secondo il decreto ministeriale, sono anche loro, aventi diritto gli assegni di cura. In tutto si parla di circa 3000 pugliesi ammalati, che hanno bisogno di medicine, assistenza a casa, trasporto in ospedale in caso di complicanze, sono soprattutto persone che hanno bisogno di vedere difesa la propria dignità e che la politica più della malattia tenta di strappare.

Purtroppo la dignità di questi ammalati, viene spesso offesa; il sussidio che la legge prevede come supporto da parte della Regione, non viene più erogato per mancanza dei fondi, con una discriminante: coloro che sono colpiti da SLA e SMA hanno ricevuto gli assegni di cura sino all’estate scorsa, mentre tutti gli altri con patologie simili, non ricevono il sussidio dal 2016 e questo perché le risorse sarebbero insufficienti a coprire il fabbisogno di tutti. La coperta é troppo corta – ci avevano riferito nel 2016 dalla Ragione Puglia: o si diminuisce l’importo degli assegni da distribuire a tutti o si restringe la platea degli aventi diritto.

Così non solo c’è stata una discriminante sui tempi perché c’è stato chi non visto gli assegni di cura per due anni e chi per sei mesi, ma é stata fatta anche una differenza di importi: gli ammalati di SLA e SMA hanno ricevuto assegni per un massimo di 1100 euro mensili, gli altri di circa 800 euro.

Una distinzione che ha spinto alcune famiglie a fare ricorso contro la Regione, come Marcello che sin dal 2013, si é presentato dinnanzi al Tar per difendere i diritti di sua figlia. La ragazza é affetta da ceroide lipofuscinose neuronale, che porta al declino delle funzioni cognitive, la perdita della vista e l’epilessia. Il signor Marcello ha vinto la causa costringendo la Regione a dare lo stesso importo per tutti gli ammalati gravi non autosufficienti. Non é bastata questa vittoria, perché come dice Marcello bisogna vincere la guerra e non la battaglia, per cui un altro ricorso é partito contro la sospensione degli assegni di cura e che tutt’ora in corso e che vede coinvolto insieme a Marcello altre 11 famiglie.

Nel frattempo a Bari é subentrato il nuovo assessore al welfare che, c’è da dire, si é appena insediato e ha subito convocato un primo incontro. “Devo capire – ha detto l’assessore Salvatore Ruggeri – perché le Asl non hanno ancora concluso l’istruttoria tramite la quale si dovrebbe fare una ricognizione dei beneficiari degli assegni di cura, verificando, tra le altre cose, il possesso dei requisiti. Solo quando si avrà un’idea delle domande dei richiedenti, posso dire che disponibilità c’è in termini di risorse e a quanti sarà possible assegnarli.” Ha concluso al telefono l’assessore.

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2 Commenti to “Assegni di cura al palo, se ne parla mercoledì”

  1. Nicola TROIANI ha detto:

    Buonasera,
    con la presente email vorrei segnarlarVi il caso di mio suocero malato di SLA dal 2010 il quale percepiva l assegno di cura per i malati di SLA ma che nei prossimi mesi gli verrà negato questo contributo per il seguente motivo:

    la domanda per l’ assegnazione dell assegno di cura per i malati gravissimi poteva essere inoltrata tramite il portale della regione puglia fino al 6 ottobre 2010 però io non ho potuto completare la registrazione e l’invio della domanda poiché era necessario il numero di protocollo dell attestazione ISEE e la data di rilascio da parte dell INPS. Purtroppo l’ INPS per rilasciare l’ ISEE impiega quasi 10 giorni per cui non sono riuscito a completare la trasmissione della domanda perdendo il beneficio.

    Premetto che non ho ricevuto nessuna comunicazione da parte della Regione Puglia riguardante l’interruzione dell’assegno di cura per i malati di SLA e la nuova procedura di richiesta dell’assegno tramite il portale.
    Mi sento abbandonato dalle istituzioni e dai vari organi sociali, i servizi sociali del comune di Noicattaro (BA) e dall asl ba distretto 11 di Mola di Bari.
    Non so come far fronte alle future spese da affrontare come l’affitto dell’appartamento dove risiedono ora i miei suoceri, l’ acquisto di farmaci, le visite specialistiche a domicilio, le persone che pago per l’ assistenza continuativa, il tutto per far vivere dignitosamente mio suocero. Non so come recuperare le 1000 € che ricevevo come assegno di cura che mi permettevano di affrontare parte delle spese mensili. Ho messo in vendita anche la casa dei miei suoceri perché è un appartamento al 3° piano senza ascensore (difficile per il 118 arrivare al 3° piano durante i continui casi di intervento in emergenza).

    Sono disperato e chiedo un aiuto da parte di un Avvocato che mi aiuti a difendere i diritti di un povero cittadino purtroppo malato di SLA.

    • Roberta Grima ha detto:

      Caro cittadino ci sentiremo nei prossimi giorni per occuparci del suo caso ci dia qualche giorno per organizzarci con il resto del lavoro

      grazie

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