Sospendere l’ALPI per ridurre le liste di attesa, senza voler punire i medici.

“Nessun atto punitivo verso i medici”. Così il consigliere regionale Fabio Amati, chiarisce la proposta di legge depositata dieci giorni fa, sull’abbattimento delle liste di attesa per le prestazioni mediche e che prevede la sospensione dell’attività privata intramuraria degli specialisti. Il consigliere, nonché presidente della commissione bilancio della Regione Puglia, é stato invitato dal presidente dell’ordine dei medici di Lecce, dottor Donato De Giorgi, a illustrare la proposta normativa che ha scatenato non poche polemiche tra la classe medica.

Dall’incontro, svoltosi questo pomeriggio alla presenza anche del direttore generale dell’Asl salentina Ottavio Narracci, é emerso che la proposta di Amati riguarda solo quei territori dove effettivamente c’é il problema dei tempi troppo lunghi. Non solo, ma “la sospensione dell’attività privata dei medici, in regime di intramoenia – ha sottolineato più volte il consigliere del PD – avverrebbe solo in determinate condizioni: quando la stessa prestazione medica, ha una differenza di tempi troppo ampia tra il regime puramente pubblico e quello privato intramurario. Spesso avviene che il cittadino, prenotando una visita medica tramite il CUP dell’Asl, la ottiene dopo mesi, se invece prenota in regime ALPI, ovvero pagando l’attività privata intramuraria dello stesso specialista, allora i tempi si riducono notevolmente, anche a pochi giorni. Questo divario è insopportabile agli occhi della gente, che ha una percezione negativa della nostra sanità e della classe medica, anche se so bene – ha aggiunto Amati – che questa differenza di tempi di attesa, tra pubblico e privato in regime di intramoenia, nella maggioranza dei casi, non è da attribuire all’egoismo dei medici, piuttosto alla carenza di personale e alla carenza di strumentazioni.” Se mancano uomini e mezzi é chiaro che i servizi rallentano a favore degli studi privati.

Si badi però, che l’attività intromoenia privata è legittima per un medico, tuttavia c’è già l’obbligo, previsto dalla normativa vigente – ha detto Fabio Amati- di riportare in linea i due sistemi, senza creare un divario eccessivo, quindi oltre al diritto del medico di esercitare l’attività privata in regime di intramoenia, c’é anche il dovere di non spostare troppo quella privata a discapito di quella pubblica; per questo si propone la sospensione temporanea dell’attività privata intramuraria dei medici, fino al raggiungimento dell’equilibrio tra l’attesa che c’è per una visita prenotata in regime pubblico e l’attesa prevista per la medesima prenotazione, ma in regime di ALPI.

“Poiché questa battaglia per ridurre i tempi, la voglio fare con i medici – ha detto Amati – ho proposto che, quando questo disallineamento dei tempi di attesa non dipende dagli specialisti, come é il più delle volte, ma da carenze strutturali e di organico, l’Asl debba dare degli incentivi economici ai medici stessi, che interrompono la loro attività privata, per svolgere quella nel pubblico con turni extra, retribuiti proprio perché le attese dei cittadini non dipendono da una negligenza o da una colpa dei medici.”

Resta perplessa però la categoria medica, che per voce del presidente dell’ordine, fa sapere che sospendere l’attività privata, non risolve il problema. “Temiamo – ha detto il dottor De Giorgi – che la toppa sia più grande del buco”, il problema delle liste di attesa e del divario pubblico – privato ALPI, c’è per De Giorgi, che non fa misteri e riconosce al consigliere Amati il merito di aver posto la questione, scoprendo un nervo, il punto è la modalità di affrontarla che non convince, perché la proposta di legge si concentrerebbe, secondo il dottor De Giorgi, solo su un aspetto, tralasciandone altri.

“Non vorremmo che questa questione venga strumentalizzata visto che siamo in periodo pre elettorale – ha detto il presidente dell’ordine professionale – Si vuole interrompere l’attività ALPI dei medici, che rappresenta appena il 4,7% del lavoro svolto, sull’intera attività del medico, senza tener conto delle tante variabili illustrate anche dal direttore Narracci.”

Il manager dell’Asl ha difeso la categoria e ha detto GRAZIE ai medici e non solo, per aver mandato avanti la sanità, “nonostante grossissimi sacrifici sopportati, come il blocco delle assunzioni. “La classe medica ha retto – ha aggiunto Narracci – anche lì dove si sarebbe dovuto già chiudere, garantendo comunque i servizi alla popolazione.”
E’ tuttavia una bomba ad orologeria e bisogna fare presto adesso, perché gli operatori possano esser messi nelle condizioni di lavorare. Abbattere le liste di attesa significa prima di tutto per Narracci, potenziare gli ospedali classificati dal piano di riordino come strutture di base. “Occorre – ha dichiarato il direttore – dotare
gli ospedali territoriali di apparecchiature, assumere personale in modo che le stese strumentazioni vengano usate a tempo pieno, così come le sale operatorie, potenziare il territorio con ambulatori e i day surgery, per dare risposte ai cittadini, “per questo – ha aggiunto – abbiamo chiesto alla Regione di inserire tra gli ospedali territoriali, anche il vecchio Fazzi. Vogliamo potenziare l’assistenza anche con la telemedicina collegando un reparto o un ambulatorio con un altro e velocizzando così i tempi. Ridurre i tempi di attesa, significa per il direttore, organizzare meglio il CUP, con persone che non siano solo amministrativi, ma abbiano una conoscenza sanitaria di ciò che si prenota. Significa organizzare dei percorsi, per cui con una sola prenotazione, il cittadino può avere più prestazioni che ruotano alla malattia cronica.Diminuire l’attesa vuol dire infine appropriatezza degli accessi, incanalandoli nei posti giusti.
Insomma per Narracci la proposta di Amati é una sana provocazione per riflettere, ma non la soluzione definitiva.

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1 Commento to “Sospendere l’ALPI per ridurre le liste di attesa, senza voler punire i medici.”

  1. daniela della Valle, medico ha detto:

    Quanto proposto dal Consigliere Amati, è una vecchia legge disattesa. In altre Asl, la sospensiva è avvenuta, singolarmente, per alcuni colleghi. Esistono anche altre leggi……
    Non capisco questa bufera, gli stessi medici sono a conoscenza della legge.

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